Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 30 agosto 2026 – Una parte, quest’ultima che analizzeremo, che nello specifico mette sotto osservazione i capitoli de “La guerra in Ucraina: la prosecuzione del Grande Reset con altri mezzi”. “Come nasce una guerra…”“La Guerra in Ucraina e gli affari della Famiglia Biden|”, “L’italia. L’interesse Nazionale e il conflitto in Ucraina”, “Ancora una volta il vincolo esterno “, “La Guerra con i Cannoni e la Guerra Finanziaria” e “Sottrarsi al Giogo dello Stato”.
Un’inquietante spaccato di quanto la politica e la grande finanza abbia perso il ruolo originale e, dopo aver laicizzato i popoli, cerca la sua sostituzione delle religioni e la divulgazione di una nuova fede: la tecnocrazia oggettiva e digitale dove la comunicazione e i conflitti sono gli strumenti utili alla affermazione della nuova religione laica. La finanza è il lubrificante indispensabile per raggiungere il più rapidamente possibile l’obiettivo di sottomissione di un popolo “ipnotizzato” e inerme.

1. Sintesi del capitolo: “L’economia delle emergenze”
Nel capitolo introduttivo ed eponimo, Davide Rossi individua la cifra interpretativa dell’intero saggio: lo “stato di emergenza” permanente non è una risposta contingente o casuale a eventi avversi, bensì un paradigma di governo e un modello economico strutturato.
- La crisi come strumento di governance: L’autore sostiene che le crisi (sanitarie, climatiche, energetiche o belliche) vengano impiegate per accelerare trasformazioni economiche e sociali che in tempi ordinari e democratici incontrerebbero una forte resistenza popolare.
- La contrazione della sovranità e della democrazia: Attraverso la retorica dell’urgenza, le decisioni fondamentali vengono sottratte al dibattito parlamentare e trasferite a commissioni di esperti, comitati tecnico-scientifici o enti sovranazionali non eletti.
- Ingegneria sociale ed economica: L’emergenza diventa il pretesto per imporre sacrifici alla popolazione (austerità, riduzione dei diritti, inflazione da costi), proteggendo al contempo gli interessi dei grandi monopolisti e della finanza speculativa globale.
2. Sintesi del capitolo: “La guerra in Ucraina: la prosecuzione del Grande Reset con altri mezzi”
In questa sezione, Rossi applica le tesi economico-politiche formulate per la pandemia al contesto geopolitico e militare esploso nel 2022 con il conflitto russo-ucraino.
- Continuità tra crisi sanitaria e crisi bellica: L’autore analizza come il conflitto rappresenti il naturale prosieguo del processo di ristrutturazione economica globale conosciuto come Great Reset (teorizzato dal World Economic Forum). Quando la spinta della narrative sanitaria ha iniziato a decrescere, la guerra ha fornito un nuovo e più potente catalizzatore per la governance d’eccezione.
- Povertà energetica e transizione forzata: La crisi delle risorse e le sanzioni economiche vengono interpretate come fattori acceleratori per l’aumento dei costi della vita, la deindustrializzazione dell’Europa e la transizione forzata verso modelli energetici e digitali ad alto valore aggiunto per pochi grandi gruppi multinazionali.
- L’alibi dell’inflazione: L’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto dei cittadini vengono imputati esternamente alla guerra, nascondendo — secondo l’autore — le responsabilità delle politiche monetarie speculative e dell’emissione illimitata di liquidità da parte delle banche centrali negli anni precedenti.
3. Sintesi del capitolo: “Come nasce una guerra…”
In questo capitolo l’attenzione si sposta sulle dinamiche storiche, geopolitiche ed economico-finanziarie che preparano la genesi dei conflitti armati, smontando le narrazioni etiche o manichee.
- Oltre la propaganda: Rossi analizza come le guerre non nascano mai improvvisamente per la sola volontà di un singolo “aggressore” o per motivi esclusivamente ideologici, ma siano il risultato di una lunga gestazione fatta di interessi economici, espansionismo geopolitico e strategie di provocazione. –
- Il ruolo dei complessi militare-industriali: Viene evidenziato l’enorme peso che i colossi della difesa, dei fondi d’investimento e della vendita di materie prime esercitano sui governi per spingere verso l’escalation militare, garantendosi commesse pubbliche milionarie a spese dei contribuenti.
- La fabbrica del consenso: L’autore descrive le tecniche di manipolazione mediatica e di semplificazione della realtà utilizzate per orientare l’opinione pubblica, tacciando di complicità o tradimento chiunque cerchi di analizzare le cause complesse e strutturali alla base dello scoppio del conflitto.
4. Sintesi del capitolo: “La guerra in Ucraina e gli affari della famiglia Biden”
In questo capitolo l’autore esamina gli intrecci economici, politici e familiari che hanno legato gli Stati Uniti all’Ucraina negli anni precedenti l’esplosione del conflitto nel 2022.
- I legami economici in Ucraina: Rossi ricostruisce la vicenda del figlio del presidente statunitense, Hunter Biden, e il suo ruolo nel consiglio di amministrazione di Burisma Holdings (società energetica ucraina), evidenziando le opacità e i potenziali conflitti d’interesse della classe politica americana nella regione.
- Geopolitica e interessi personali: L’autore sostiene che le decisioni di politica estera di Washington non rispondano a ideali astratti di promozione della democrazia, ma a una complessa rete di interessi finanziari, industriali e di potere che vedono l’Ucraina come un perno strategico d’influenza per la proiezione geopolitica statunitense nell’Europa orientale.
5. Sintesi del capitolo: “L’Italia, l’interesse nazionale e il conflitto in Ucraina”
Questo capitolo analizza l’impatto della guerra in Ucraina sul tessuto socio-economico italiano e sulle scelte di politica estera del Governo di Roma.
- Sacrificio dell’interesse nazionale: Rossi critica la postura diplomatica e governativa italiana, sostenendo che l’allineamento incondizionato alle direttive euro-atlantiche e il regime sanzionatorio contro la Russia abbiano danneggiato prioritariamente gli interessi economici nazionali.
- Conseguenze economiche e industriali: L’interruzione delle forniture energetiche a basso costo, l’aumento delle bollette e la deindustrializzazione vengono presentati come il costo diretto sostenuto dalle imprese e dalle famiglie italiane, a tutto vantaggio dei fornitori alternativi di gas (come gli USA) e delle multinazionali della difesa.
6. Sintesi del capitolo: “Ancora una volta il vincolo esterno”
In questa sezione l’autore torna sul tema del “vincolo esterno”, applicandolo direttamente alla gestione delle decisioni militari e di politica estera dell’Italia.
- La perdita dell’autonomia decisionale: Rossi argomenta come le decisioni strategiche (invio di armi, spese militari e sanzioni) vengano ratificate dall’Italia in virtù di obblighi e pressioni derivanti dalle alleanze sovranazionali (NATO ed Unione Europea).
- L’alibi dell’emergenza bellica: Il vincolo esterno viene impiegato dalla classe politica per giustificare decisioni impopolari di bilancio — come l’aumento della spesa per gli armamenti a discapito della spesa sociale —, dipingendole come scelte ineludibili e prive di alternative praticabili all’interno del quadro delle alleanze internazionali.
7. Sintesi del capitolo: “La guerra con i cannoni e la guerra finanziaria”
Questo capitolo approfondisce le moderne forme di scontro globale, affiancando ai combattimenti tradizionali sul campo le guerre economiche e finanziarie.
- L’arma delle sanzioni e dei blocchi finanziari: L’autore evidenzia come il sequestro di riserve valutarie, l’esclusione dai circuiti di pagamento internazionali (come lo SWIFT) e le sanzioni rappresentino armi finanziarie volte a destabilizzare gli Stati avversari.
- Effetti collaterali e frammentazione del sistema: Rossi sottolinea come l’uso spregiudicato delle armi finanziarie da parte dell’Occidente acceleri la spinta dei paesi emergenti (i BRICS) verso il processo di dedollarizzazione e la creazione di sistemi monetari ed economici alternativi, ponendo le basi per la fine del monopolio finanziario occidentale.
8. Sintesi del capitolo: “Sottrarsi al giogo dello Stato”
Nel capitolo conclusivo dell’opera, Davide Rossi traccia possibili strade di resistenza individuale e collettiva di fronte allo strapotere dello “stato d’emergenza” e della finanza speculativa.
- Presa di coscienza e autotutela: L’autore esorta i cittadini a sviluppare un pensiero critico, smontando le narrazioni emergenziali propagate dal circuito politico e mediatico mainstream.
- Autonomia economica e sociale: Per “sottrarsi al giogo”, Rossi propone il recupero di forme di autonomia locale e contropotere: dalla ricerca dell’autosufficienza energetica e alimentare alla tutela del contante, passando per l’uso di forme di scambio decentralizzate e la ricostruzione di comunità sociali e territoriali capaci di sfuggire al controllo e alla dipendenza totale dalle strutture statali e finanziarie
Meditate gente, meditate!
(Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –
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