Ma in che mondo viviamo?

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Un gruppo rock italiano, i giovani e talentosi Maneskin, vincono l’Eurovision superando all’ultima nota svizzeri e soprattutto francesi pronti ormai a brindare al successo.

E perdere, si sa, è un brutto affare. Si rischia di rosicare, anche abbondantemente. Ma ci sarebbe pur sempre un limite alla decenza che, invece, i nostri vicini d’oltralpe, hanno stratosfericamente superato.

Dapprima accusando il frontman Damiano di “sniffare” e poi, sui i social transalpini, all’indomani della tragedia di Stresa, hanno gioito invocando la giustizia del KARMA.

Viene da chiedersi, ma 14 vittime hanno lo stesso valore di una sconfitta canora?

E come ormai è divenuta consuetudine internazionale “sparare” contro gli italiani per qualsiasi cosa, salvo poi elogiare il comportamento degli spagnoli che hanno ributtato 6.000 clandestini in Marocco a suon di carri armati, ecco che anche la stampa belga punta il dito sulla sicurezza italica.

Un articolo sulla testata belga HLN apre con la foto del crollo del Ponte Morandi a Genova e invita la Merkel a tenere duro sulle sue posizioni. E poi il passaggio all’ultimo disastro della funivia sul Lago Maggiore ed il duro attacco al sistema infrastrutturale nazionale, come se tutto fosse in malora e come se, in fin dei conti, l’Italia fosse solo questa: “In Italië komt veiligheid nooit op de eerste plaats: kwestie van mentaliteit, en de maffia”

Ci mancava solo la citazione di un mandolino sporco di pomodori e pizza e tutti gli stereotipi sarebbero stati elencati. Mafia, pizza e mandolino!

Sono poi così puri e immacolati  Belgi e Francesi?

E’ crollato, alla periferia di Bruxelles, un ponte sul canale di Willebroeck, a Grimbergen. Erano i primi giorni del 2019, il 17 gennaio per la precisione,  e a riportare la notizia fu il quotidiano Het Nieuwsblad.

“Non ci sono stati feriti, ma il danno è stato ingente“, aveva riferito la polizia. “Le conseguenze per la navigazione e il traffico stradale sono drammatiche“.

Nel crollo sarebbe rimasta coinvolta un’imbarcazione che stava attraversando il canale in quel momento: la barca era stata danneggiata, ma gli occupanti sono rimasti miracolosamente illesi.

Ma qualche mese prima un treno pieno di sostanze chimiche aveva preso fuoco a Gent, una cinquantina di chilometri dalla capitale europea.

Era stato, un puro miracolo se alla fine le vittime si limitarono a un deceduto e 33 feriti a seguito del deragliamento del treno che trasportava prodotti chimici. Sei dei tredici vagoni che trasportavano prodotti infiammabili e tossici deragliarono sviluppando un incendio che si propagò fino a un centinaio di metri e sviluppò una nube tossica che obbligò le autorità a far scattare il piano di sicurezza anti-catastrofi facendo evacuare 300 persone le cui abitazioni si trovavano nei paraggi. 

25 invece i morti che si contarono a causa dello scontro frontale tra due treni di pendolari alle porte di Bruxelles nel 2010, in località Buizingen, nel comune di Hal. Di incidenti ferroviari la storia belga ne è ben costellata.

Ma anche i francesi in quanto a sicurezza non sono da meno, vedi il Concorde e i tentativi di coprire le reali cause.

In base alle indagini ufficiali condotte dal Bureau d’Enquêtes et d’Analyses pour la sécurité de l’aviation civile (BEA), l’agenzia francese per la sicurezza del volo, l’incidente  del 2000 che poi costò la messa in pensione anticipata del velivolo, fu provocato da una striscia metallica in titanio, appartenente a un inversore di spinta, caduta da un DC-10 della Continental Airlines decollato circa quattro minuti prima, che colpì e forò una gomma nella parte sinistra del carrello principale. La gomma esplose, i suoi frammenti colpirono il serbatoio del combustibile e ruppero dei cavi elettrici del carrello. L’impatto con il serbatoio provocò un’onda d’urto che fece saltare il bocchettone dell’ala sinistra. Di conseguenza si verificò una perdita di combustibile, che si incendiò quando entrò in contatto con una scintilla proveniente dai cavi elettrici tagliati. I test per simulare le conseguenze della foratura di un carrello erano stati eseguiti, ma si era considerata l’eventualità che dal carrello danneggiato si staccassero frammenti di gomma pesanti non più di un chilogrammo, mentre il pezzo di gomma staccatosi effettivamente dal carrello pesava ben 4,5 chilogrammi, un peso ritenuto eccezionale. I piloti, allorché scattò l’allarme incendio, spensero il propulsore sinistro, ma dovettero comunque decollare, giacché l’incendio era stato notato dalla torre di controllo quando mancavano circa 2 000 m alla fine della pista, mentre per fermare il Concorde lanciato alla velocità di decollo erano indispensabili non meno di 3 000 m. I piloti tentarono di dirigersi verso il vicino aeroporto di Le Bourget, ma il solo propulsore destro non era in grado di tenere in volo l’aereo a pieno carico: esso quindi si inclinò virando verso sinistra, perse rapidamente quota e velocità e infine si schiantò contro l’edificio di un albergo.

Una serie di presunte concause tanto rocambolesche quanto difficili da credere. Tant’è che,

secondo un’analisi condotta indipendentemente, vi sarebbero stati altri fattori che contribuirono all’incidente. Il Concorde dell’Air France sarebbe stato leggermente sovraccaricato, con una distribuzione non bilanciata del combustibile nei serbatoi. Inoltre sarebbe stato assente un distanziatore nel carrello d’atterraggio, che avrebbe causato una deviazione della traiettoria sulla pista, obbligando il pilota a tentare il decollo a una velocità inferiore a quella minima necessaria.

Nel 2019 invece a crollare fu un ponte francese con due vittime tra le quali una ragazza di 15 anni. E immediatamente dopo furono ben 27 i ponti che vennero segnalati a rischio di collasso in territorio d’oltralpe.

Di disastri purtroppo ne è colma tutta europa e non è giusto fare a gara a chi è il più preciso nella imperfezione macroscopica, a farsi belli delle disgrazie altrui.

Fatto sta che una sola vittima è già troppo, senza dover arrivare a contarne 14 come a Stresa o i 100 del concorde dell’Air France.

Oltre ai treni, purtroppo, stanno deragliando i sentimenti e crollando i ponti con il buon senso.

Link:

http://www.meteoweb.eu/2019/01/belgio-crolla-ponte-nella-periferia-di-bruxelles/1208405/

https://www.hln.be/buitenland/in-italie-komt-veiligheid-nooit-op-de-eerste-plaats-kwestie-van-mentaliteit-en-de-maffia~ad36ee2c/

https://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2010/02/15/visualizza_new.html_1703589895.html

https://www.riviera24.it/2019/11/in-ponti-crollano-anche-in-francia-27-strutture-a-rischio-tra-alpi-marittime-e-costa-azzurra-609350/

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