Di Lamberto Colla Parma, 15 febbraio 2026. – La lotta per accaparrarsi la vittoria al referendum si è fatta accanita sin dalle prime battute. Dai tentativi di annullare il referendum stesso, poi a posticiparne la data , ma sin dall’inizio la sgrammaticata (è un eufemismo per non utilizzare altre parole querelabili) propaganda di certa sinistra e della ANM (Associazione Nazionale Magistrati) si è continuamente superata col passare del tempo.
Dall’indicare come fascisti i sostenitori del SÌ, alla propaganda degli stessi magistrati che si propongono attraverso la loro associazione come organismo “politico”. ANM contesta il fatto che la magistratura sarebbe, in caso di vittoria del Sì, sottoposta la controllo della politica e per concludere con l’utilizzo improprio di immagini di alcuni sportivi olimpionici (coppia di bronzo del carling) per promuovere favore il NO. Ci mancavano gli insulti del procuratore capo di Napoli per concludere la settimana con la sequenza vergognosa degli spot sinistri.
Insomma un mix micidiale e devastante di arroganza, presunzione, ignoranza e mistificazione della realtà.
Troppo spesso ricorre la parola “fascisti”. Sepolto da settant’anni il fascismo torna quotidianamente a comparire in tutte le manifestazioni, news, aggressioni verbali, insomma un mantra della sinistra con il quale pensa di eludere qualsiasi confronto dialettico con chi la pensa diversamente.
Come ha perfettamente raccontato il professor Daniele Trabucco nel pezzo pubblicato alcuni giorni orsono dal titolo “Fascismo Fantasma e Sinistra Spiritica: l’antifascismo come religione senza Dio”, “C’è un tratto quasi comico, – scrive il prof Trabucco – eppure rivelatore, nell’ossessione della sinistra contemporanea per il fascismo: lo evoca come si evoca un demone nelle notti di paura, lo chiama per nome con la stessa sicurezza con cui un bambino chiama “mostro” l’ombra sul muro, salvo poi non saper dire che cosa realmente sia, da dove provenga, quali siano le sue articolazioni storiche, dottrinali, istituzionali, perfino antropologiche.
Il fascismo diventa un’etichetta universale, un timbro pronto all’uso, una scorciatoia morale che sostituisce lo studio con l’indignazione e la comprensione con la posa.
In questa liturgia civile, il fascismo non è più un fenomeno determinato, circoscritto, riconoscibile entro un lessico rigoroso; è un fluido maligno che si insinua ovunque, soprattutto dove conviene che si insinui.
L’ignoranza, quando è coltivata come virtù militante, diventa sistema. “
Addirittura i cosiddetti “sinistri” sono riusciti in un paio di comici autogol.
Il Primo dando indicazione che sei “fascista se voti il SI”, poi, tralasciando l’inguardabile manifesto dell’ANM per il quale hanno ottenuto una denuncia, pubblicando il NO con la coppia del carling impegnata alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, il Comitato per il NO ha dimostrato di essere capace di abbattere qualsiasi barriera, anche morale, pur di ottenere il risultato.
Addirittura una delle personalità più in vista del PD, Pina PIcerno, si è indignata dichiarando: “La linea del Partito Democratico che assimila al fascismo chi voterà SÌ al Referendum è insultante e svilente”.
Non da meno l’altra piddina DOC Elisabetta Guelmini che osserva che “Il video del #PD che dice che chi vota #Si al #referendum e’ un fascista raggiunge forse il punto più basso di qualsiasi polemica politica. Quindi chi sosteneva la mozione #Martina nel 2019 e il programma del #Pd nel 2022 erano tutti fascisti”.
Anche Augusto Barbera, già presidente della Corte costituzionale, eletto dal Pci e poi Pds, dal 1987 al 1994 è orientato al SÌ. Un tecnico, un costituzionalista, uno che si è dedicato molto alla riforma elettorale e aveva aderito ai comitati Segni. “Voterò si al referendum. E giusto avere due Csm e l’Alta corte. In tanti a sinistra sono a favore della separazione delle carriere.” Una dichiarazione estremamente significativa, perché arriva da una delle figure di più alta competenza istituzionale del Paese.
Anche l’ex Giudice della Corte Costituzionale Sabino Cassese smonta le balle di ANM e sinistra sul referendum della giustizia.
Poi c’è la schiera dei “voltagabbana”, una specialità che la sinistra annovera dei campionissimi, tra i quali dobbiamo annoverare Nicola Gratteri il famoso procuratore capace di far muovere eserciti di carabinieri, poliziotti e finanza per rastrellamenti in mezza Italia in una sola notte ma con risultati molto interiori alle aspettative, ma di gran prestigio personale.
Al referendum sulla Giustizia “per il ‘no’ voteranno le persone perbene, quelle che credono che la legalitа sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il ‘si’ gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso di un’intervista in video rilasciata al Corriere della Calabria una affermazione tanto grave quanto contraddittoria rispetto al suo stesso pensiero originale.
Nel 2022 Gratteri invece spiegava perché sarebbe necessaria la riforma sulla separazione delle carriere. Era il maggio del 2022, ospite a Otto e mezzo su La7, il magistrato osservava come l’appartenenza a una corrente potesse incidere in modo significativo sulla carriera dei singoli magistrati.
In conclusione segnaliamo una sintesi delle RAGIONI DEL SI redatto dall’Unione delle Camere Penali Italiane che potrete scaricare a questo LINK.












(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.
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https://www.camerepenali.it/public/file/CAMPAGNA_SI_25-26/2-Compendio-argomenti-favore-riforma.pdf
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Cosa dicevano prima…
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