Storia, Passione ed un Rosé Speciale alla Tenuta Popphof

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Menzionata per la prima volta nel 1285, la tenuta ha una tipica cantina su più livelli appoggiata al fianco della montagna in cui la temperatura si mantiene costante tutto l’anno. Antichi documenti fanno risalire la produzione del vino al maso sin dal 1592 mentre è dal 1722 che è di proprietà della famiglia Menz. Fieri della lunga tradizione oggi si dedicano alla viticoltura ed all’ospitalità con l’annessa “Casa Garni”, 10 comode camere  accoglienti con un arredamento che “sa di casa”, gestite dalla mamma di Katharina.

Ci sono storie che si intrecciano con il tempo, tradizioni che si tramandano di generazione in generazione, e poi ci sono luoghi come il maso Poppof, dove il vino non è solo una bevanda, ma un racconto di famiglia. 

Katharina, che dopo gli studi in agraria alla scuola di Ora ha iniziato subito a lavorare con il papà  portando nuova linfa vitale ad una tradizione secolare, ci ha accompagnato attraverso la cantina, mostrandoci le diverse fasi della produzione del vino. Abbiamo potuto vedere da vicino le attrezzature moderne che si affiancano ai metodi tradizionali, creando un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione. Ogni angolo della cantina racconta una storia, ogni bottiglia è un capitolo di un libro che continua a scriversi, molto particolari le vecchissime ed enormi botti in larice. La passione di Katharina è evidente in ogni suo gesto, mentre ci mostra le tecniche di produzione e ci spiega l’importanza di ogni fase del processo.

Con due ettari di vigneto siti esclusivamente nel Comune per evitare  che il trasporto delle uve porti via qualità, e 7 vitigni la produzione si attesta su circa 20.000 bottiglie annue tra le 9 etichette prodotte,  Pinot Bianco, Sauvignon, Moscato Giallo, Schiava, Lagrain, Merlot e Carbernet Franc, Terz da uve appassite e, non ultimo, il rosato – punta di diamante del maso – il prodotto più venduto tanto che Katharina  identifica sin dalla pianta quali siano le uve destinate al prodotto, in genere un blend tra lagrain, merlot e cabernet. 

I Bianchi sono affinati soltanto in acciaio, mentre il lagrein, il merlot e le uve per il passito vengono affinati in botti di rovere di diverse annate e tostature. 

Camminare tra le bottiglie sistemate ai lati del percorso  significa respirare la storia, sentire il peso delle generazioni che hanno lavorato la terra con amore e rispetto

Circa metà della produzione è venduta direttamente in cantina, la parte residua da un’enoteca di Merano  mentre le altre regioni sono coperte dalle abili mani dei professionisti di “Proposta Vini” che porta Katharina a viaggiare lungo lo stivale alle presentazioni organizzate dal distributore. 

Dopo aver esplorato la cantina, tra profumi intensi e barrique di rovere, ci ha raggiunti Andreas Menz, il papà di Katharina. È impossibile non notare l’orgoglio nei suoi occhi mentre  guarda la figlia degustare il rosé che produce con amore e dedizione. Un’emozione sincera che racconta molto più di mille parole. Andreas ha condiviso con noi la sua emozione nel vedere Catharina crescere e diventare una parte fondamentale dell’azienda di famiglia, ci racconta che sin da piccola era attratta più dal giocare con la terra che con le bambole. 

Il rosè prodotto da Catharina è il risultato di un lavoro meticoloso e di una dedizione totale. Ogni sorso racconta una storia di amore per la terra, di rispetto per la tradizione e di innovazione. Degustare questo vino è un’esperienza unica, che ci ha fatto apprezzare ancora di più il lavoro e la passione che ci sono dietro.

Una particolarità dell’assortimento della cantina è il Lagrein che si distingue nettamente da quelli prodotti in qualunque altra zona dell’Alto Adige. “Mentre il Lagrein di Gries o della Bassa Atesina esprime tannini rotondi e morbidi già dopo una breve maturazione, il Lagrein di Merano ha bisogno di più tempo per smussare le sue spigolosità” – racconta Andreas.

Una delle tradizioni del maso  è  l’etichetta che ha ormai più di 100 anni. Con il suo stile desueto, dai colori opulenti, è completamente fuori dagli schemi attuali  ma identifica immediatamente i vini della cantina. Abbiamo ascoltato aneddoti e curiosità che hanno reso la visita ancora più coinvolgente,  ed è proprio il personaggio ritratto sull’etichetta, la vecchia figura del custode dei terreni che, apre le porte alla curiosità con studi ed approfondimenti che ci promettiamo di portare avanti nell’immediato futuro.    

La visita alla tenuta Poppof è stata un’esperienza indimenticabile, non è solo un’azienda vinicola, ma un luogo dove la storia e la tradizione si intrecciano con l’innovazione e l’amore per il vino. Katharina ed Andreas ci hanno accolti con calore, facendoci sentire parte della loro famiglia. Se avete l’opportunità di visitare Poppof, non lasciatevela sfuggire: sarà un viaggio nel tempo che vi lascerà un ricordo indelebile.

Uscendo dalla cantina, con il gusto del rosé ancora sul palato, ci portiamo a casa non solo il sapore di un ottimo vino, ma anche la consapevolezza che dietro ogni bottiglia c’è una storia fatta di passione, sacrificio ed amore per la terra.

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La Bussola d’Impresa – Mario Vacca

“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.

Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.

Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.

Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di “start-up”, M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.

Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti. 

Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.

Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell’innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.

La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a  scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.

La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati  alla carità ed alla fratellanza anche attraverso  club ed associazioni locali. 

Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.

Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”

Contatto Personale: mvacca@capri.it

Profilo Professionale: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/itemlist/user/981-la-bussola-soluzioni-d-impresa.html

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