Di Lamberto Colla Parma 10 maggio 2026 – Ormai alle provocazioni di Donald Trump siamo abituati. Abbiamo conosciuto le sue straordinarie capacità di lanciare messaggi potenti e a giro di poche ore le ormai sempre attese smentite, che durano giusto il tempo di fare entrare in fibrillazione le borse di tutto il mondo, dove pochi paragnosti, gran figli di paragnosti, prevedono le mosse del Tycoon, investono e disinvestono rimpinguando quotidianamente i loro portafogli.
Le provocazioni trumpiane sono anche un mezzo, poco nobile ma spesso efficace, di negoziare, e se non avesse come alleato lo spregiudicatissimo (per non dire altro col rischio di trovarsi il Mossad in casa!) Benjamin Netanyahu che, parla poco ma agisce sapendo come far muovere la sua pedina a stelle e strisce.
Se Trump stabilisce la Tregua con l’Iran con l’estensione anche al Libano, Israele fraintende e considera il Libano fuori dall’accordo continuando a bombardarlo e ad abbattere le case edificate in quella che ora è diventata zona di sicurezza occupata dai Sionisti al sud del Paese dei cedri.
La conseguenza diretta è l’interruzione immediata della tregua con l’Iran che rispondeva con una pioggia di missili contro gli alleati Usa del Golfo e dintorni, contribuendo a far fare una figuraccia al Donald d’America.
Così, tra una figura di “merda” autonoma e una indotta dall’amico sionista, la credibilità negoziale statunitense crolla giorno dopo giorno.
Ci mancava infine la crociata contro il capo della Chiesa Cattolica per ricevere gli strali di mezzo mondo, persino dalla nostrana “pasionaria” Elly Schlein.
Leone XIV, con la flemma che lo contraddistingue, ben poco intimorito dall’attacco del suo connazionale, risponde con poche e sensate parole e ha accettato di ricevere Marco Rubio, il cattolico braccio destro di Donald Trump, per fumare il calumet della pace che si presume Rubio porterà al Papa.
Ufficialmente l’incontro ha confermato “Relazioni solide, e un impegno comune per la pace”
Un Incontro “amichevole e costruttivo” hanno dichiarato. La Santa Sede conferma di “Cordiali colloqui e di lavorare per la pace“. “La Chiesa è dalla parte delle vittime della guerra” ha ribadito Prevost.
Sin qui le note ufficiali, ma in realtà, non è difficile immaginare un incontro imbarazzato, dove Marco Rubio non è escluso che abbia chiesto al Santo Padre di chiudere un occhio e di “compatire” l’inquilino della Casa Bianca, un po’ troppo sotto pressione con il Nobel per la Pace che sta sfumando e l’appuntamento di Mid Term che si profila come una sonora sconfitta. A ciò si aggiunga l’imbarazzo di non trovare una strada per una uscita elegante e da vincitore dall’Iran, con la sofferenza acuita da quella spina nel fianco di Netanyahu che sta portando morte e distruzione nel territorio circostante, nel tentativo di costruire il “Grande Israele”.
Che non si pensi che per Grande Israele i sionisti si limitino a considerare solo l’area riconosciuta a livello internazionale come parte dello Stato di Israele insieme ai territori occupati delle alture di Golan, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, ma a una regione ben più ampia che si estende dal fiume Nilo all’Eufrate.
E da come stanno andando le cose, sembra che ci stiano riuscendo anche perché la comunità internazionale ancora non ha posto alcun veto e nemmeno una sanzione a fronte delle oltre 20 indirizzate alla Russia.
In fondo Israele ha aggredito soltanto 7 paesi, che volete che sia! Quando saranno almeno 10 allora ci si potrà preoccupare.
La necessità di proporre e ottenere delle tregue, sono indispensabili per riarmare i fronti con missili da difesa e droni e missili d’attacco e per il ripristino dei costosissimi sistemi di controllo radar che l’Iran ha distrutto nelle basi americane del golfo a pochi giorni dalla prima ondata di questa seconda guerra.
Sistemi accecati da ridurre di gran lunga la capacità di difesa dagli attacchi dei droni a buon mercato ma efficaci dell’Iran, tant’è che le portaerei sono state messe a una maggiore distanza da quella che avrebbero voluto per iper deterrenza e per imprimere una maggiore pressione.
In questa crociata e contro crociata, l’Europa dichiara e dimostra la propria inutilità, sfogando i propri istinti guerrafondai continuando a riempire di armi e soldi l’Ucraina, che ricordiamo non appartiene all’UE e nemmeno alla NATO, che non rispettò i trattati di Minsk e si divertì a bombardare il Donbas russofono, sino a quando Putin decise di intervenire.
L’europa quindi trascinata da Biden in una guerra non sua, costretta a acquistare Gas dagli USA, grazie agli attentati ucraini ai gasdotti che portavano energia a buon mercato dalla Russia.
E, tanto per non farsi mancare nulla, l’UE ha continuata sul progetto Green Deal e a perseguire l’agenda 2030 perseverando in un harakiri industriale e sociale.
Vade retro… a tutti questi splendidi alleati, quasi più pericolosi dei nemici che oramai sono diventati tanti, anzi troppi.
Stiamo arrivando al punto di rottura dove finalmente l’entropia farà il suo ingresso trionfale, calpestando migliaia di morti innocenti e infine imponendo l’ordine dopo il caos.




(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.) –
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