Buon Anniversario! (Con video di Zelensky)

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Di Lamberto Colla Parma, 1 marzo 2026. – L’Ucraina è piegata ma non spezzata. Resisterà alla furia di una Federazione Russa ormai logorata, ma che ha voluto partecipare alla festa dell’anniversario con oltre 2.000 pezzi tra droni e missili che hanno illuminato i cieli invernali dell’Ucraina. “Vladimir Putin ha fallito”, non è riuscito a conquistare l’Ucraina in 3 giorni come aveva annunciato, ha dichiarato Zelensky.

Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni. Questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio», rivendica Zelensky in un video. Quanto a Putin, quattro anni dopo è evidente che «non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e garantire che ci sia giustizia”.

Terrorizzato dalle parole del presidente ucraino, Putin ha risposto che allora “la guerra continuerà sino al raggiungimento degli obiettivi”.

C’è da credere che non sia una minaccia bensì una promessa mentre minaccia è la reazione contro gli Stati che che dovessero “donare” armi nucleari al comico, come sembra stiano elaborando di fare i Francesi e gli Inglesi.

Così come sembra che ci siano manovre per far saltare gli oleodotti russi nel mar nero.

Tutte operazioni alla portata dei reparti speciali di Sua Maestà e dei francesi ma che metterebbero ancor più in pericolo tutta Europa, appena il controspionaggio di Putin raccogliesse le prove.

Abbiamo già visto che gli attentati al North Stream e al ponte sulla Crimea, dopo il tentativo di depistaggio, le prove della responsabilità terza sono arrivate puntuali e circostanziate.

La narrazione che descrive una Federazione Russa in crisi non si attenuano. Già dal primo mese di guerra Putin era un almanacco di malattie, i militari combattevano a cavallo di asini, le armi elettroniche erano comandate da circuiti elettronici asportati dalle lavatrici e dagli elettrodomestici.

Uno Stato in grave crisi economica che, a sentire gli organi di informazione liberi e indipendenti, sta stritolando il tessuto economico e sociale.

I fatti hanno smentito sia l’ottimismo iniziale di Putin che il pessimismo dei suoi manager. – scrive il Sole 24 Ore del 24 febbraio scorso – La guerra della Russia all’Ucraina è sfociata in un nuovo modello, che alcuni economisti hanno definito “keynesianismo militare”: le grandi risorse di un’economia di mercato convogliate sull’apparato militar-industriale e sulla lotta all’accerchiamento delle sanzioni occidentali, e alla ricerca di partner e mercati alternativi che contribuiscano a finanziare la macchina bellica. Un meccanismo che per due anni ha permesso alla Russia di crescere al di sopra del 4%. Poi la mobilitazione ha iniziato a dare segnali di esaurimento: nel 2025 il Pil si è fermato a +1%, per il 2026 le stime della Banca Centrale oscillano tra lo 0,5 e l’1,5%. Un’economia a due velocità, in cui alcuni settori che non rientrano nelle priorità del Governo sono già in recessione.

Certo che per essere in guerra e in crisi gli indicatori sono comunque ben superiori a quelli della maggior parte degli Stati Europei, che dalla guerra e dalla lotta al clima stanno prendendo botte da orbi. Tuttavia ancora la lezione non l’hanno imparata e insistono nell’appoggio a un pazzo che si scontra contro un altro, un po’ meno pazzo, che non fa una piega alle minacce di una trentina di paesi che sostengono l’Ucraina e hanno già varato una ventina di sanzioni contro le Federazione Russa.

E allora i nostri lungimiranti leader alzano la posta e vedrete che si faranno beccare con le mani “nell’uranio”.

La convinzione occidentale è sostenuta dalla “sicurezza” che prima o poi l’economia russa cadrà in default, la recessione strangolerà i portafogli dei russi e con qualche “spintarella esterna” si potrebbero alimentare bracieri di malcontento che potrebbero incendiarsi sino a esplodere in vere e proprie rivolte popolari.

Chi vive sperando muore c….o!.

Noi, in attesa di essere gettati in un conflitto diretto e non solo per corrispondenza, guardiamo la finale del Festival di Sanremo in attesa del prossimo “Temptation Island”.

(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.

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Video discorso di zelensky: https://youtu.be/rAZkCm7HUXc

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