Di Virgilio Milano, 14 aprile 2026 – Tanto importante, tanto è in crisi. Il mais è un prodotto fondamentale per molte filiere agroalimentari, un prodotto che si potrebbe benissimo dichiarare strategico.
Ecco quindi che verso questa coltivazione si sono rivolte molte delle attenzioni pubbliche e private per analizzare le criticità e individuarne le soluzioni.
Se lo scorso 24 marzo il professor Dario Gianfranco Frisio, del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università di Milano, portò all’attenzione degli operatori riuniti in “Granaria Commodity Trading Association”quali scenari globali e locali condizionano il mercato del Mais, l’occasione odierna, anch’essa ospitata da “Granaria Milano”, ha messo nero su bianco come la ricerca scientifica privata possa dare un eccellente contributo alla comunità agricola individuando la strada migliore per ottenere produttività, economicità e ovviamente sostenibilità.
Il progetto COMBI MAIS è giunto alla 12esima edizione, ha sottolineato Mario Vigo, coordinatore e ideatore del protocollo Combi Mais insieme al professor Amedeo Reyneri del Dipartimento di Agronomia dell’Università di Torino, e al dottor Leonardo Bertolani che ha seguito il coordinamento agronomico, e quest’anno “abbiamo introdotto nuovi partner in squadra e nuovi obiettivi”.
All’incontro era presente Alessandro Beduschi, Assessore all’agricoltura e sovranità alimentare della Regione Lombardia, che si è complimentato per gli eccellenti risultati conseguiti e per quelli che verranno raggiunti con questa ennesima fase in procinto di essere messa in campo.
Mario Vigo, prima di dare la parola al cattedratico di Torino, ha lasciato a Mario Boggini, Vice Presidente di Granaria Milano, di portare i saluti del Consiglio ospite e introdurre gli argomenti dal seminario, sottolineando che Granaria Milano è stata tra le prime ad adottare le diverse nomenclature del granoturco sulla base della qualità, sanità, della destinazione e delle provenienze.
“Una innovazione continua dal 2014” sottolinea Amedeo Reyneri aprendo la sua relazione anticipando che il progetto sarà orientato verso una “agricoltura rigenerativa” e vedrà anche l’implementazione di un drone dal quale ci si attendono molti e interessanti risultati agronomici avendo raggiunto elevate possibilità di carico e di autonomia in volo operativo.
“Siamo avanti di 10 anni” annuncia con soddisfazione il professore, poiché con il Combi Mais si sono incrementate le produzioni per ettaro mediamente di 22 quintali (circa un +10%). Considerando, che in condizioni convenzionali il miglioramento annuale si attesta intorno al +1-1,5%, “vuol dire che in un anno si sono “guadagnati” 10 anni di evoluzione” senza contare i vantaggi in termini di utilizzo d’acqua (sia in termini qualitativi che quantitativi) e di sostenibilità, confermando così che la risposta ambientale funziona.
Il professore si è quindi dilungato sulle nuove sfide connesse alla più recente evoluzione della PAC che dà valore e sostegno ai risultati misurabili.
Il progetto Combi Mais Plus, illustra Leonardo Bertolani, possiede solidi punti fermi:
- Lavorazioni del terreno (minima lavorazione)
- Azoto. (Inibitori e organo minerali)
- Fosforo (non utilizzo di P2O5)
- Cover (riduzione della impronta carbonica)
- Biostimolanti (nuovi e innovativi prodotti disponibili)
- Acqua (risparmio idrico)
Su questi punti fermi vengono innestate le quote d’innovazione come:
- Nuove genetiche,
- Biorazionali con amminoacidi e peptidi di origine vegetale
- Batteri ed enzimi che ottimizzano le parti organiche e la fissazione dell’azoto,
- Utilizzo di Ddroni
Il dottor Bertolani si addentra nella illustrazione dei cantieri di lavoro per le diverse fasi e i prodotti che verranno utilizzati dagli starter ai prodotti per la difesa e la nutrizione.
Ma l’attesa dei convenuti era particolarmente attenta a individuare quali obiettivi sarebbero assegnati ai droni in questa nuova fase che possono essere così sintetizzati:
- Integrazione tra Tradizione e Innovazione
- Ulteriore RIDUZIONE di Agrofarmaci e Fertilizzanti
- Utilizzo di Biostimolanti anche in piena coltura
- Utilizzo con Interventi mirati, minor compattamento, anche in condizioni difficili climatiche
- Maggior sicurezza per gli Operatori.
Infine il progetto si è dotato anche di un ammortizzatore economico di rischio attraverso l’accensione di una polizza adeguatamente formulata e destinata agli associati al Combi Mais.
“Ogni anno trovo nuove innovazioni” è la conclusione dell’assessore Beduschi, il quale si complimenta per la vitalità di Mario Vigo e la professionalità dimostrata da tutta la “squadra” e conclude che “sostenere il mais e i produttori è indispensabile” alla luce del fatto che ben l’88% della produzione è raccolto in quattro regioni del nord ma soprattutto dal fatto che dal 2000-2001 al 2025 si è passati dal 97% di autoapprovvigionamento al 47%.
In conclusione Mario Vigo ha invitato tutti a tornare per riscontrare i risultati che verranno esposti il prossimo settembre alla azienda Folli.








Link utili
https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/52940-%E2%80%9Cfebbre-alta%E2%80%9D-per-il-mais









































