Home Politica Agricola NEUrodeliri. Fantasmi Russi si aggirano per l’Europa

NEUrodeliri. Fantasmi Russi si aggirano per l’Europa

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Di Lamberto Colla Parma, 1 novembre 2026 – Dolcetto o scherzetto? Fate attenzione che sotto quei nanetti incappucciati e mascherati potrebbero essere celate spie russe e i dolcetti essere avvelenati e gli scherzetti invece bombette alla spurina.

La Federazione Russa, in crisi economica, di armamenti e di consenso interno per Putin, ecco che ormai finite le lavatrici e altri elettrodomestici dai quali togliere i microchip per allestire l’elettronica dei droni, ormai si arrenderà alla straripante potenza e scaltrezza della diplomazia occidentale.

Seppure ancora nessuna rappresentanza ufficiale sia stata nominata per rapportarsi con le controparti belligeranti, russi o iraniani che siano, la “duplomatica” Kaja Kallas ancora non è riuscita a accreditarsi come meriterebbe nel consesso dei negoziatori internazionali.

Sarà l’odio verso i russi, sarà la presunzione o la mancanza di idee, ma l’Europa non riesce a decidere a chi affidarsi.

D’altra parte, oltre a tappi di plastica a salvamento dall’inquinamento e a fare harakiri della ex fiorente industria meccanica, i 27 Paesi non riescono a mettersi d’accordo su nulla.

Nonostante la Commissione Europea abbia pieni poteri pur senza essere stata eletta, altri poteri illimitati vorrebbero introdurre e appropriarsi, come l’alienazione dei diritti di voto.

Insomma il confronto con i 452 milioni di abitanti del vecchio continente, i nostri antidemocratici comandanti proprio non ne vogliono sapere e proseguono sulla strada autodistruttiva.

Da una parte un sentiment verso i russi tutt’altro che negativo da parte dei cittadini, dall’altro una manciata di “Euroinomani”, come li definisce Diego Fusaro, che senza idee e tanta irresponsabilità continuano a provocare la Federazione Russa..

Tecnocrati “Uemanoidi” sono gli unici abitanti di una “NEuropa” allo sbando, dove tutto il negativo che accade è colpa di Putin.

Persino i fatti delle violenze in piazza del 17 ottobre e seguenti, sono state orchestrate dai russi.

Come non condividere le parole di Marcello Veneziani, probabilmente uno degli intellettuali più lucidi che il giornalismo italiano esprima, quando afferma che “L’Europa ha bisogno di uno psichiatra. Ma di uno bravo. Da lungo tempo, ormai, soffre di mania di persecuzione e di altre malattie connesse, si sente sotto attacco, vede ombre russe dappertutto, e nei casi più gravi anche iraniane. Diciamo Europa per capirci, che forse dovremmo chiamare Neuropa, visti i suoi evidenti disturbi neurologici; in realtà parliamo della cupola che guida l’Unione Europea e alcuni dei principali stati e governi, compresi alcuni ministri della difesa. Se non volete chiamarla oligarchia o eurocrazia chiamatela governance europea. A cominciare dalla signora Ursula che la guida, è tutto un gridare All’orso! All’orso! Variante russofoba di Al lupo! Al lupo! L’ultimo attacco di psicosi e paranoia è stato quello di attribuire pure la vandalica e demente rivolta dei ragazzini nelle vie di Milano, Torino, Bologna a quella che ormai definiscono guerra ibrida; i mandanti di quegli sfasci sarebbero in Russia o nel Golfo Persico. Guerra ibrida è diventato lo slogan e il passepartout per attribuire ogni malessere, disguido, hackeraggio, rivolta che accade in Europa, al Nemico, l’ineffabile e onnipresente russo, in un remake della guerra fredda anni sessanta. L’Unione europea e i suoi tentacoli locali si sentono ormai in guerra con la Russia, vedono droni nel salotto di casa e spie russe nel proprio frigo. Certo, la mania dà buoni profitti agli impresari dell’industria bellica e ai loro terminali politici: guerra a parte, il riarmo, soprattutto per i tedeschi, è un bel business, rimette in piedi il suo settore industriale. Chi trova un nemico trova un tesoro. E se non esiste, bisogna inventarselo…”

Come si fa a dar credito a una opposizione interna che sostiene le violenze dei giovani maranza affamati di “footlocker” e altri marchi fighetti da accaparrarsi secondo l’ideologia “gratuitista” che arriva sino alle abitazioni sfitte, come se i proprietari non li avessero acquistati e non ne stessero pagando le copiose tasse sui patrimoni.

Una sinistra a trazione AVS che si oppone a tutto e il programma, l’unico dichiarato e condiviso dal campo largo e incolto: far dimettere la Meloni, e annullare tutto quello che il Governo ha fatto appena prenderanno le redini del Governo e finalmente potranno introdurre una accoglienza incontrollata, ancor più di ora, per portare al voto i loro amici islamici che quando avranno il coltello dalla parte del manico introdurranno la legge della Shari’a.

Una domanda sorge spontanea: come faranno a far andar d’accordo donne, uomini, trans, fluidi, insomma tutto il mondo arcobaleno con la legge della Shari’a che considera le donne pari al 50% degli uomini e l’omosessualità un tabù religioso e sociale, giusto per usare termini delicati.

La prospettiva più prossima è il “caos”.

E dal caos alla guerra civile il passo è breve.

Ormai chi lavora, suda, paga civilmente le tasse e vede le sue proprietà aggredite da fannulloni protetti dai demagoghi allucinati, sino a quando potrà accettare questa disparità di trattamento?

Poco ancora. Molto poco.

E ogni 100 giovinastri smandrapati, 500 cittadini incazzati si riuniranno per contrastarli per dargli le lezioni che meritano.

Perché se le leggi non si possono discutere, però si possono commentare le decisioni e interpretazioni legali sconvenienti a quelli di cui appena sopra.

In fondo, lo stesso Sandro Pertini, ex capo partigiano e considerato il miglior Capo di Stato della nostra storia, sosteneva che “Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato via anche con mazze e pietre”. Nonostante la Fondazione Sandro Pertini abbia sconfessato la frase accreditata al famoso Presidente, il concetto ha un fondamento intrinseco costituzionale.

Una ipotesi che prende origine dall’articolo 54 che stabilisce che “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi“. 

Secondo diversi insigni giuristi (come Costantino Mortati), questo dovere implica una forma di resistenza implicita.

Se un governo o un’autorità dovesse sovvertire l’ordine costituzionale instaurando una tirannia, l’obbligo di fedeltà alla Costituzione supererebbe l’obbligo di obbedienza alle leggi ingiuste del tiranno, rendendo la resistenza legittima per vie di fatto, pur in assenza di un articolo codificato.

Continuiamo a meditare!

Meditate gente, Meditate!

 (Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –

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