Di Mario Vacca Parma, 18 febbraio 2026 – Per anni pizza e vino sono stati considerati mondi lontani.«La pizza è cambiata, si è evoluta, ha trovato nuovi linguaggi; il vino, invece, ha spesso faticato a seguirne il passo, soprattutto all’interno delle pizzerie. Oggi però il quadro è diverso» a raccontare questa evoluzione è Antonella Amodio giornalista e autrice di Calici&Spicchi, tra le voci femminili più riconoscibili nel racconto contemporaneo del mondo pizza-vino. Una passione nata da lontano, che affonda le radici nell’infanzia e nella curiosità per il cibo come racconto culturale, prima ancora che gastronomico. Oggi il settore delle pizzerie vive una fase di grande vitalità e trasformazione, sempre più locali investono su ingredienti di alta qualità, su impasti identitari e su carte dei vini estremamente curate, sul modello dei fine-dining. Un’evoluzione che contribuisce a superare definitivamente l’idea della pizzeria come locale senza pretese, restituendole il ruolo di spazio contemporaneo di cultura del gusto, dove pizza e vino dialogano su un piano di pari dignità.
Nel panorama attuale del pairing tra pizza e vino, le bollicine occupano un ruolo centrale. Spumanti e vini mossi si sono affermati perché rispondono in modo efficace alle caratteristiche della pizza contemporanea: freschezza, acidità e capacità di pulire il palato permettono di accompagnare l’impasto e i condimenti senza sovrastarli. È una scelta che funziona tanto con le pizze più classiche quanto con quelle più strutturate. In Calici&Spicchi, Antonella Amodio fotografa questa tendenza attraverso un lavoro di selezione ampio e ragionato. Il volume raccoglie oltre 100 pizzerie in Italia e in almeno 20 Paesi nel mondo, proponendo altrettanti abbinamenti tra pizza e vino. «Non si tratta di suggerimenti generici, ma di pairing costruiti con metodo, che tengono conto dell’impasto, degli ingredienti e dello stile della pizzeria. Accanto alle bollicine trovano spazio anche i rosé, sempre più presenti per la loro versatilità e per un linguaggio immediato, meno formale, perfetto per un’idea di piacere contemporaneo, più spontaneo e glamour. Ne emerge l’immagine di un vino più vicino alla quotidianità della pizza, fatto di scelte comprensibili, bevibili e coerenti, senza rinunciare alla qualità. Il mondo delle pizzerie sta cambiando profondamente: sempre più locali propongono cantine di vini di alto livello e abbinamenti consapevoli. Non esistono più pizzerie di serie B, ma luoghi dove qualità della pizza e del vino crescono insieme; un trend che anche le cantine dovrebbero intercettare» afferma l’autrice.
Uno dei temi centrali del volume è il legame con il territorio. Per Antonella Amodio, l’abbinamento più convincente resta quello che valorizza i vini prodotti nello stesso contesto geografico della pizzeria. Una scelta che rafforza l’identità del luogo crea connessioni e rende l’esperienza più autentica, trasformando anche un gesto semplice come mangiare una pizza in un racconto da vivere. «In questo senso, il vino entra a far parte del racconto della pizza: non è più solo un accompagnamento, ma un elemento che aiuta a spiegare il luogo, la cultura e la visione di chi la prepara. Anche la carta dei vini contribuisce a definire l’identità della pizzeria al suo legame con il territorio, diventando parte integrante dell’atmosfera e dello stile del locale. I miei viaggi all’estero sono una grande soddisfazione: la curiosità verso la pizza italiana e i nostri vini è enorme. Portare il mio volume fuori dall’Italia mi conferma che la qualità dei nostri prodotti è riconosciuta e che questa è la strada giusta» conclude Antonella Amodio. Calici&Spicchi nasce anche per ribadire un concetto spesso trascurato: la pizza non è un piatto povero, ma una delle grandi eccellenze della cucina italiana. Un linguaggio gastronomico popolare solo in apparenza, che oggi richiede competenze tecniche, attenzione alla materia prima e una visione chiara anche sul fronte del vino. Questo percorso si inserisce in un contesto più ampio: nel 2025 l’UNESCO ha proclamato la cucina italiana patrimonio culturale immateriale, riconoscendo il valore storico, sociale e culturale di un sapere che vive tanto nei grandi piatti della tradizione quanto in quelli più condivisi. In questo quadro, il dialogo tra pizza e vino raccontato nel libro non è una forzatura o una moda del momento, ma una naturale evoluzione culturale: un vero e proprio “pairing al femminile”, fatto di competenza, sensibilità e capacità di racconto.
La Bussola d’Impresa – Mario Vacca
“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.
Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di “start-up”, M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.
Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.
Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell’innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.
La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.
La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati alla carità ed alla fratellanza anche attraverso club ed associazioni locali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”
Contatto Personale: mvacca@capri.it
Profilo Professionale: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/itemlist/user/981-la-bussola-soluzioni-d-impresa.html










































