Risiko… a grandezza naturale 1:1

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Di Lamberto Colla Parma, 11 gennaio 2026. – Dapprima era l’export war marketing a essere in auge e l’esportazione della democrazia ha campeggiato sui titoli dei giornali per decenni, poi venne la moda della difesa preventiva ma l’effetto restava immutato.

Sempre nazioni sovrane venivano bombardate, donne, bambini e uomini che perivano per la giusta causa, quella che l’aggressore aveva preventivamente predisposto da mostrare al mondo, dopo che le prime esplosioni avevano rotto lo scuro dei cieli notturni. Luci, lampi spettacolari che dimostrano la potenza dell’aggressore intimorendo chi malauguratamente pensasse di intervenire a sostegno dell’aggredito.

E allora Saddam Hussein è stato intrappolato da accuse di produzione di armi di distruzione di massa con prove (false ovviamente) portate al consiglio dell’ONU dall’autorevole e di colore generale Power.

Impiccato come si deve, Saddam ha ricevuto quello che potrà ricevere Maduro, accusato di “spaccio internazionale” e prelevato senza difficoltà dal suo bunker e portato di fronte a una corte di giustizia nazionale che si assume l’incarico di giudicare, senza l’autorità e la giurisdizione, un Presidente di una nazione sovrana, aggredita senza autorizzazione dell’ONU.

Ma poco importa, la porta dell’inferno è stata spalancata e quello che la natura geopolitica ormai chiedeva di certificare, ossia una multipolarità di fatto, dove Russia e Cina entrano di diritto come soggetti attivi nello scacchiere internazionale, che sino a poche ore prima era di esclusiva pertinenza statunitense.

Dura da mandare giù per gli USA, alle prese con una forte crisi economica e un debito pubblico stratosferico ormai incontenibile, salvo scendere in guerra come fu nelle precedenti edizioni mondiali, tutte e due furono conseguenza di gravi crisi economico finanziarie più o meno rabberciate ma che alla fine sono esplose nella Guerra Mondiale, attraverso la quale si andarono e si andranno a celare i debiti pregressi.

La progressione potrebbe essere questa:

1907→ 1914 1° guerra mondiale

1929 → 1939 2° guerra mondiale

2007 → ???? 3° guerra mondiale

Da questa proiezione si nota quanto sia in “ritardo”  la 3° guerra mondiale in confronto ai precedenti intervalli.  Si potrebbe anche ritenere che, ottimisticamente pensando, la guerra non verrà ma, anche osservando come si stanno scaldando le varie cancellerie all’interno dello stesso Patto Atlantico, il prossimo conflitto non tarderà a giungere.

Più trascorre il tempo e più i riscontri saranno pesanti.

Con la “presa” del Venezuela, il più ricco giacimento petrolifero al mondo superiore alla Arabia Saudita, gli USA, se riusciranno a mantenere questa posizione, potrebbero assumere il controllo del prezzo del petrolio mondiale, una chiave economica e di potenza grandissima.

Oggi il prezzo viaggia intorno ai 50-60 $ al barile  e una politica di prezzi aggressiva potrebbe mettere in difficoltà le altre due superpotenze, in particolare la Cina che si approvvigionava dal Venezuela e, altro problema che agli statunitensi non andava giù era il pagamento in Yen e non in dollari.

Un rischio che gli USA non si possono permettere è di perdere il primato della moneta come valuta di riferimento mondiale, già minacciata dal BRICS e il connesso progetto di una moneta comune.

Sempre in campo petrolifero, l’altra “superpotenza” è l’IRAN  già sotto tiro di Israele per conto degli Stati Uniti e oggi alle prese con una scintilla di rivoluzione che, non è da escludere, possa essere stata accesa da CIA e Mossad.

Non è certo una casualità e nemmeno una ipotesi fantastica, ripensando alla storia destabilizzante degli “sceriffi” d’oltre oceano e pensiamo che una rinfrescatina di memoria possa essere utile per meglio comprendere come si muovono gli uomini a Stelle e strisce che hanno ben 850 basi militari in oltre 140 paesi al mondo che, non crediate, siano per difesa dei paesi ospiti, ma bensì per fare operazioni militari sotto copertura e spionaggio vario nei territori di influenza.

Nel 1907 gli USA partirono con un gigantesco programma di armamento navale il cui scopo poteva essere finalizzato solo ad una guerra fuori dalle acque del continente americano.

Poi seguito dal noto programma del B17 del 1933 e che, collegato allo sviluppo del Napalm, micidiale contro le case in legno giapponesi, ma l’orientamento alla guerra prese vigore nel 1939 verso il “Germany first” con immediato decollo del “progetto Manhattan” e prima ancora che la guerra esplodesse in Europa. Ovviamente, tutte “iniziative” sempre perfettamente dissimulate dietro una posizione “neutrale” e “ pacifista”.

Ma se fino a Biden, le “operazioni sporche”, venivano anticipate da “false prove” con l’amministrazione Trump il gioco è totalmente allo scoperto, “senza vaselina” per dirla alla Travaglio.

Questo per sottolineare che non dovremo attendere una giustificazione per il prossimo devastante intervento statunitense e la reazioni di altre potenze non è perciò da escludere.

C’è solo da sperare che i nostri guerrafondai patentati (francesi e tedeschi) non si lascino intrappolare nella volontà ancestrale di tornare ad aggredire la Russia, come starebbero a dimostrare scalpitanti nervosamente da bravi virgulti “volonterosi”.

 Al contrario sono varie decine le guerre o le sommosse, destinate a rovesciare vari Governi in giro per il globo, che gli USA hanno provocato ufficialmente o attraverso la CIA, l’ultimo in termini temporali è la guerra in Ucraina, con piena partecipazione della NATO.

Ultimo di una lunga serie. Negli ultimi 50 anni, governi riformisti eletti democraticamente sono stati rovesciati con il sostegno degli Stati Uniti in: Guatemala, Guyana, Repubblica Dominicana, Brasile, Cile, Uruguay, Siria, Indonesia, Grecia, Argentina, Bolivia, Haiti.

La CIA ha partecipato a operazioni segrete o guerre con mercenari contro i governi di: Cuba, Angola, Mozambico, Etiopia, Portogallo, Nicaragua, Cambogia, Timor Est, Sahara Occidentale.

Dopo il 1945, invasioni militari dirette, occupazioni o bombardamenti sono stati condotti dagli USA contro: Vietnam, Repubblica Dominicana, Corea del Nord, Laos, Cambogia, Libano, Grenada, Haiti, Panama, Libia, Serbia, Afghanistan, Iraq, Somalia.

E ora, nuovamente, il Venezuela.

In conclusione, per scongiurare il problema di un devastante conflitto, oggi che i guardiani del mondo non sono solo gli USA, la soluzione potrebbe avvenire solo attraverso un accordo di “influenza” delle tre superpotenze con l’assegnazione chiara e palese dei Paesi Vassalli, ufficialmente determinati, con buona pace del diritto internazionale, alienato nelle scorse ore, che invece sarà sostituito dalla “Forza Democratica” dei tre egemoni, dando vita al RISIKO giocato a grandezza naturale da Trump, Putin e Xi.

Nella migliore della ipotesi possiamo dire ADDIO al sovranismo! L’unico vantaggio potrebbe essere lo scioglimento di questa Unione Europea che ha perso la “bussola” dei valori costituenti e infatti, oltre a non essere determinante nelle discussioni geopolitiche, rischia di aggravare la situazione dei paesi aderenti.

(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.

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