Ci hanno invitato a giocare da buoni amici. Una pacca sulla spalla, una buona birra e un po’ di allegria.
Era l’inizio del 2002. Soldi facili dicevano, metti su un’impresa, fasulla s’intende, ti fai sovvenzionare con euro nuovi di pacca, “facite ammuine” per uno o due anni, e poi… zac! Chiudi tutto e tieni il bottino. Facile. Troppo facile.
E tra grandi entusiasmi la partita iniziava.
La tattica del baro, si sa, è sempre la stessa: all’inizio ti lascia un po’ vincere, giusto per metterti a tuo agio e farti rilassare. Poi, poco alla volta, cambia il suo gioco e le carte non ti sono più amiche.
Va bene così, ti dicono, non ci pensare! Si vince, si perde, continua a giocare, un’altra mano di carte ed è certo, vedrai, ti potrai rifare.
Ti fidi, dai ascolto e vai avanti, in attesa di un giro migliore.
Ma la sciort’, si sa, è comme l’anguilla, cchiù penzi d’ ‘a putè agguantà e cchiù sciulìa.
(la fortuna è come l’anguilla, quando pensi di averla afferrata, ti scivola via)
Poco per volta ti accorgi che la partita non è come tutte le altre. Chi tiene il banco ha gli occhi del male, e prova a nasconderli dietro occhiali da sole.
Le mosse da gioco dei suoi compari sono sempre più chiare: a loro i tuoi soldi non bastano, la posta in gioco, quella vera, sei tu.
Provi allora a difenderti e a proteggerti col “passo”, ma è davvero difficile, ormai ti sono quasi addosso.
Vedendoti in fuga, ti stringono più forte e, prima che sia tardi, rilanciano.
ALL-IN!
Dentro o fuori. O la va o la spacca. D’altronde lo abbiamo capito tutti: chi vince, VINCE, mentre chi perde, MUORE.
Allora che sia ALL-IN e che vinca il migliore!
Gianfranco Colella Vignettista – Autore di SatiLeaks per Quaotidianoweb.it 2 febbraio 2026















































