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E’ NATO 3.0!

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Di Lamberto Colla Parma 12 luglio 2026 – Brutti e Cattivi. Dietro alla lavagna di classe del maestro Donaldo Trumpo sono stati messi i tanti asini che dovranno farsi accompagnare dai genitori per una rieducazione, altrimenti verranno bocciati definitivamente.

Domati come cagnolini, tutti tranne il lacchè, Mark Rutte, sempre pronto a servire, riverire, sottolineare, mettere zizzania a comando pur di mantenere il posto di comando, si fa per dire, del più grande e sgangherato esercito del mondo ma con una gran voglia di misurarsi con una superpotenza che da 4 anni sta perdendo una guerra con una sua ex regione sostenuta da mezzo mondo.

Ma ad Ankara è accaduto il miracolo. Dopo avere raccolto la promessa di investire sul riarmo europeo, di sostenere l’Ucraina con le armi USA, il Donald ha concesso, almeno informalmente, di autorizzare la produzione di missili Patriot al Frate Cercone ucraino.

Ancora una volta Donald Trump ha fatto il pieno.

Dopo il GAS, dopo i dazi, dopo gli sconti sulle tasse (quasi azzerate) alle sue mega compagnie tecnologiche, che peraltro le prime 5 producono un PIL pari a tutti i Paesi UE, adesso deve arrivare all’incasso.

Se non fosse per la mega fregatura ricevuta dall’amico Bibi  (Benjamin Netanyahu), con la promessa di abbattere l’IRAN in poche ore mentre al contrario si è trovato impantanato in un conflitto costoso e obbligato a consumare miliardi di dollari, in missili d’attacco e soprattutto da difesa, per contrastare gli sciami di “droni” iraniani dal costo irrisorio ma dalla precisione micidiale.

Una guerra che ha obbligato il Tycoon a assecondare le tregue per guadagnare il tempo per rifornirsi di armamenti, per la gioia dei Cinesi e dei Russi che in tal modo stanno monitorando la reale capacità bellica degli USA.

Fortuna che ci sono gli alleati!

Quei masochisti disposti a farsi insultare pubblicamente dal sincero Donald, che dice quello che pensa, mentre i suoi predecessori insultavano in privato ma pubblicamente erano i migliori amici dei vassalli europei.

Tant’è che l’avvocato del popolo assecondò le richieste dei presidenti USA (ce lo chiede la NATO) e fu il primo ad avviare l’incremento delle spese militari che già Obama richiedeva. Da premier il “Giuseppi” ha impegnato i suoi Governi con la Nato a raggiungere spese pari al 2% del Pil. E anche nel primo anno della pandemia ha aumentato i fondi per la difesa.

Insomma, prima di ritirarsi dagli interessi, ormai spenti, nel vecchio continente per dedicarsi all’area indo pacifica, gli USA ci spremono per bene, si assicurano che non potremmo più allearci alla Russia dopo aver affondato, con la complicità dei Verdi e del Green Deal, l’industria europea e distrutto il North Stream grazie agli “amici” Ucraini.

“Abbiamo appena concluso un summit di enorme successo“, ha stigmatizzato al termine dei lavori il maggiordomo Rutte. “Si è respirato un forte senso di unità. Gli alleati hanno accolto con grande favore la leadership del presidente Trump, che sta trasformando questa Alleanza e la sta rendendo più forte. Il messaggio di questo vertice è semplice: la Nato mantiene le promesse“.

Dunque tutti compatti verso l’obiettivo del 5%, costruendo nel mentre il pilastro europeo dell’Alleanza, ovvero la Nato 3.0.

Per gli europei è finita l’epoca in cui ci si appoggiava sugli altri”, ha sottolineato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Quando si conosce Trump, si sa come parla e come lavora, e io devo dire che mi trovo a mio agio, anche perché il risultato è migliore di quello raggiunto negli ultimi decenni”, ha concluso il tedesco bullizzato nei giorni scorsi alla pari di Macron, di Starmer, di Sanchez e della stessa Meloni.

Ed ora avanti con gli alti forni per preparare gli acciai utili alla produzione di armamenti: quelli per ripristinare le scorte belliche interne, e quelle per assolvere agli ordini incrementali degli alleati europei e quelli che gli alleati si sono impegnati a acquistare per conto di Volodymyr Zelens’kyj candidato, con la sua Ucraina a diventare la prima barriera contro una Russia espansiva, o forse no.

Quando mai la Russia è venuta in Europa con gli armamenti? Solo per liberarci dai nazisti per poi rientrare, immediatamente,  entro i confini della vecchia Unione Sovietica.

Quell’URSS che volontariamente decise di disfarsi di oltre il 50% del proprio territorio, pur restando la nazione di più ampia estensione mondiale, con la sola clausola che la NATO non avrebbe dovuto espandersi minacciando la capitale Mosca.

Cosa questa che non accadde, anzi l’espansione NATO sino all’Ucraina è stato il motivo della reazione di Putin, in difesa dei russofoni di Crimea e Donbas (bombardati per anni dagli stessi ucraini) e per creare un’area di “rispetto e sicurezza” .

Ma gli aggressori furono i russi. Basta crederci!

Noi invece abbiamo portato la pace preventiva a Gaza, in Iraq, in Libia, in Libano, in Afganistan… e chi più ne ha più ne metta, perché al buonismo non c’è limite!

(Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –

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