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Tutti a piedi! Il Lock-down energetico è pronto.

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Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 4 ottobre 2026 – Ci è cascata in testa una crisi energetica non prevedibile. O no?

Non era prevedibile che tagliando il cordone ombelicale con l’approvvigionamento del gas dalla Russia saremmo scivolati in una crisi (da 35€ MWattH a 80€ /MwattH), non era prevedibile che chiudendo le raffinerie europee (Italiane pure) si sarebbe potuto incappare in deficit di approvvigionamenti e di maggiori costi. Non era prevedibile che il passaggio all’auto elettrica il mercato non l’avrebbe assorbito in tempi rapidi, anzi la risposta è stata assolutamente negativa. Non era prevedibile che un mercato che non tira, perché pesantemente drogato (coi soldi degli stessi che avrebbero dovuto acquistare avventure al doppio del costo di una pari cilindrata ma con un terzo di autonomia e in piena deficienza di  ricariche che peraltro, quelle rapide, sono alimentate a diesel).

Non era prevedibile che la guerra alla Russia (la più grande potenza nucleare al mondo) si sarebbe protratta per anni e senza successo. Solo un idiota ottimista lo potrà sperare ancora.

Non era prevedibile che schierandosi a difesa di uno Stato non europeo e non NATO si sarebbe entrati in un loop infinito, in un tritacarne di soldi e di armamenti.

Tutte cose che ogni politico serio avrebbe potuto immaginare e porne rimedio preventivo, quantomeno per attenuare i danni.

Invece, se osservate, anche senza troppa attenzione, le dichiarazioni di tutti, politici, ex politici, opinionisti, sia nazionali che europei, raccontano tutti, con la medesima enfasi, il sostegno alla necessità di risparmiare (leggi austerity per Te e non per loro) sul carburante, sul gas e tutti convergendo sulla opportunità di abbassare la temperatura degli ambienti, di fermare le vetture e utilizzare i mezzi pubblici, di tornare allo smart Working e smart Learning che tanti danni ha fatto ai nostri giovani durante la pandemia. i

L’invito a ridurre i consumi è arrivato forte e chiaro grazie a un aumento deciso e programmato a priori, altrimenti non si comprenderebbe l’impennata dei ricavi, anzi dei profitti, di tutte le compagnie energetiche che ora si autotasseranno nel tentativo di guadagnarsi il paradiso.

Finalmente a togliere ogni dubbio sulle reali intenzioni dei nostri comandanti in campo, è arrivato l’intervento del commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen: “La Commissione invita gli Stati membri ad adottare misure per ridurre la domanda di gas ed energia”.

Già perché il commissario, subalterno alla “Ursula” si è accorto che i conti non tornano.

Quasi 2.000 sono i miliardi di euro di bilancio europeo per il periodo 2028-2034.

E adesso Paesi come i “frugali”, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Austria e Finlandia alzano la mano e chiedono “diverse centinaia di miliardi” di tagli. Dopo anni passati ad aggiungere priorità, programmi e nuovi capitoli di spesa, improvvisamente qualcuno ha scoperto una parola quasi archeologica: risparmiare. La parola che cucivano addosso all’Italia ma che ora sta bene anche sui loro baveri inamidati.

Ma qui arriva la parte interessante.I sei governi di cui sopra chiedono contemporaneamente di concentrare maggiormente le risorse europee su sicurezza e difesa, competitività, innovazione, migrazione e sovranità.

Ma i soldi dove li prenderanno?

Innanzitutto dai cittadini europei attraverso un bel lockdown motivato dagli alti costi dei carburanti e allora parafrasando il Draghi “preferiamo la pace o il condizionatore acceso?”, “Volete scaldarvi o andare in auto?”. La Pace per la quale ci siamo privati del condizionatore nel 2022 non l’abbiamo ottenuta e non otterremo nemmeno il risparmio energetico domani e tantomeno la pace.

“L’Unione europea deve procedere con maggiore determinazione in azioni comuni senza diritti di veto, anche in settori delicati come la difesa, fiscalità ed energia”, così Romano Prodi all’intitolazione di un edificio dell’Eurocamera di Bruxelles al Presidente del Parlamento Ue David Sassoli prematuramente scomparso. Ebs Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

Senza diritti di veto? Da tanto si tenta di arrivare a annullare anche gli ultimi scampoli democrazia popolare ed ecco l’occasione d’oro che arriva dalla ennesima emergenza “casuale programmata”.

Tutto torna… per loro e non per noi!

In Italia Nomisma, creata da una costola di Romano Prodi, Davide Tabarelli, il fondatore e presidente di NE Nomisma Energia, richiama alla necessità estrema di applicare un periodo di austerity come negli anni ’70. Chissà se avrà in mente di ripristinare le banconote a forma di assegni, scambiate per monete alla pari dei gettoni telefonici.

Tabarelli, se dobbiamo essere sinceri, non è, almeno apparentemente, “a favore” dell’austerity per scelta ecologica, ma la vede come una triste e drammatica necessità imposta dall’alto a causa di una transizione energetica gestita in modo ideologico.

Ma allora perché dall’alto del suo scranno prodiano, non era sceso in campo quando sarebbe stato utile?

Quando tanti “ignoranti” avevano avvertito della crisi demagogica antiscientifica della decarbonizzazione e della ideologia Green.

Se l’avesse fatto, molto probabilmente sarebbe stato zittito come i tanti premi Nobel e scienziati di livello mondiale che hanno tentato di farlo, Dal Prof. Carlo Rubia in primis ma anche del Prodi fratello Prof. Franco, che è stato l’inventore della climatologia mondiale, per passare ad. Antonio Zichichi e non ultimo ,in campo pandemico al Nobel per la medicina, detto rincoglionito dai virostar nazionali, prof. Luc Montagnier. 

Insomma, l’UE si è taffazzianamente tagliata i “cosiddetti”, consapevolmente e stupidamente.

In breve sintesi “cinematografica” a Bruxelles sono riusciti in un piccolo capolavoro di ingegneria energetica.

Per decenni l’Europa aveva un sistema piuttosto semplice di approvvigionamento del: gas “via pipe line” con forniture pressoché continue, acquisti estivi, stoccaggi quasi pieni e l’utilizzo a consumo in inverno.

Tutto molto semplice ed efficace.

Poi a un certo punto abbiamo ubbidito agli USA sospendendo il completamento del gasdotto North Stream 2 accettando anche che gli Ucraini, che già sostenevamo, facessero saltare il North Stream 1 che dalla Federazione Russa consentiva di approvvigionare buona parte dei Paesi UE di gas a un prezzo accessibile e continuo. Sempre ubbidendo alle richieste statunitensi abbiamo aderito all’acquisto di GNL, trasportato via navi, oltre oceano comprato su un mercato globale e — dettaglio evidentemente secondario — ce lo dobbiamo contendere con l’Asia e la cui utilizzazione abbiamo dovuto creare impianti degassificatori alcuni impiantati su navi ancorati ai porti

Il risultato l’abbiamo sotto gli occhi e sulle bollette: la tempesta perfetta!

Bloomberg scrive che, per il secondo anno consecutivo, il vecchio modello economico dello stoccaggio europeo si è inceppato: se il gas estivo non costa abbastanza meno di quello invernale, ai trader non conviene comprarlo e tenerlo nei depositi per mesi. (Japan Times). .

Prima si rende l’Europa maggiormente dipendente dal mercato mondiale del Gas Naturale Liquido e poi si scopre che il mercato è autoreferenziale e cinico, appunto  mondiale.

Meditate gente, meditate!

 (Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –

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