Di redazione Molinella, 5 novembre 2026 – In attesa delle tante novità che EIMA International porterà all’attenzione del sistema agricolo nazionale e internazionale, da Federacma registriamo il commento al “Credito di Imposta 4.0”.
Una misura che dal suo ingresso è riuscita a sostenere il sistema agromeccanico anche nei momenti più difficili della storia recente.
E, si sa, senza risorse non c’è innovazione e senza innovazione non c’è mercato.
“Il nostro auspicio è che i 160 milioni siano soltanto il primo passo e che, nel corso dell’iter parlamentare, si possano individuare ulteriori risorse – commenta Andrea Borio, presidente di Federacma–. Ringraziamo il Ministro per aver dato seguito agli impegni assunti, ma chiediamo al Governo uno sforzo aggiuntivo e tempi certi. Dopo dieci mesi di difficoltà, non possiamo rischiare di ripartire per poi fermarci nuovamente dopo pochi mesi. Serve continuità, perché senza un mercato stabile non c’è futuro né per la distribuzione né per l’industria italiana delle macchine agricole”
Lo stanziamento di 160 milioni di euro per il credito d’imposta Agricoltura 4.0, – commenta Federacma – previsto nella manovra di bilancio 2027, rappresenta un primo segnale positivo per il rilancio degli investimenti nella meccanizzazione agricola, dopo un 2026 segnato da una sostanziale paralisi del mercato. Le risorse annunciate, tuttavia, rischiano di essere insufficienti a recuperare il terreno perduto e a garantire una ripresa duratura a un comparto in forte difficoltà, con ripercussioni sui bilanci delle imprese e sull’occupazione.
“Il ministro Lollobrigida ha mantenuto la promessa e di questo gli diamo atto – dichiara Andrea Borio –. Il Governo e la maggioranza hanno dimostrato una lodevole sensibilità verso le nostre istanze, confermando l’importanza di misure ormai fondamentali per la tenuta del settore. Dopo dieci mesi di sostanziale paralisi degli investimenti, finalmente arriva un segnale concreto. Ma è una soddisfazione a metà, perché 160 milioni di euro rappresentano una risposta ancora insufficiente per un comparto che deve recuperare quasi un intero anno di fatturato”.
Nel 2026, infatti, il credito d’imposta Agricoltura 4.0, pur formalmente previsto, è rimasto inoperativo, congelando numerose decisioni di acquisto e aggravando le difficoltà finanziarie di concessionari e costruttori.
“Per comprendere la portata dell’intervento – conclude Borio – basti pensare che, ipotizzando un’aliquota del credito d’imposta del 40%, i 160 milioni annunciati potrebbero attivare circa 400 milioni di euro di investimenti. Una cifra utile, ma che rischia di esaurirsi nell’arco di pochi mesi, considerando la domanda accumulata. Occorre uno stanziamento più robusto”.




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