solidarietà

Italiani, brava gente!

Italiani, brava gente!

Amatrice3Soccorsi ben organizzati hanno raggiunto le zone colpite in brevissimo tempo nonostante le difficoltà orografiche. Una gara di solidarietà e di generosità, scattata subito dopo le prime informazioni giornalistiche che ne ha dell’incredibile. Un’Italia quasi irriconoscibile nelle fasi d’emergenza.

di Lamberto Colla Parma, 28 agosto 2016.

Un brivido proveniente da pochi chilometri sotto la crosta terrestre e vite, cose, sogni e speranze svaniscono nel nulla.

Ancora una volta la natura ha dimostrato tutta la sua capacità distruttiva. Certamente, come ha in più occasioni sottolineato il famoso geologo Mario Tozzi, se le abitazioni fossero state costruite con i più moderni sistemi antisismici, il 6° grado di magnitudo non avrebbe causato vittime e “In Giappone e in California ci sarebbe stata solo un po’ di paura”, chiosa il popolare professore e conduttore televisivo. In sintesi la prevenzione viene dalla costruzione di edifici secondo le più moderne tecniche antisismiche e dalla puntuale e adeguata manutenzione delle case storiche o vecchie che siano.

“Gli antichi – spiega Tozzi in un’intervista ’Huffington Post – sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l’Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell’Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene”.

Tutto vero, però occorrono soldi e tanti per ristrutturare e tantissimi edifici privati e pubblici che adornano quello straordinario paesaggio che il mondo ci invidia. Quei migliaia di Borghi, come lo stesso Amatrice, classificati e promossi come luoghi d’incanto.

Dopo le 3,38 del 24 agosto Amatrice non c’è più. Oltre 200 vittime sono rimaste sepolte sotto la sua bellezza di colpo decaduta.

Una tragedia che ha scosso il mondo intero per la gravità e l’estensione della ferita inferta dal sisma in Centro Italia.

Molte sarebbero le cose da dire, le polemiche da innescare e facile sarebbe elencare i tanti “se” che avrebbero potuto cambiare il destino di quelle genti.

Ma quello che mi viene spontaneo osservare, ancora emozionato dalle immagini trasmesse dalle reti televisive e dai social, è la reazione del paese.

La macchina dei soccorsi che, nonostante le mille difficoltà orografiche, ha raggiunto in men che non si dica queste frazioni quasi abbandonate ma che d’estate diventano un sereno q fresco rifugio per molti turisti.

Colonne di volontari che partono da ogni provincia per portare i primi soccorsi, imprese che mettono a disposizione generi alimentari e di conforto nell’arco delle successive 24 ore e gli eroi, gli angeli anonimi dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine che instancabilmente aggrediscono il territorio per salvare più vite possibili.

Nel giro di nemmeno 24 ore l’emergenza trasfusionale viene soddisfatta dalle migliaia di persone che si sono presentate agli ospedali per donare il sangue.

In ogni provincia vengono aperti conti correnti per accogliere le donazioni. Da Bolzano a Trapani tutti attivati e pronti a dare sostegno, conforto e aiuto ai concittadini che stanno vivendo un dramma atroce, che solo chi lo ha vissuto può conoscere e comprendere.

Un enorme contributo di generosità e buon cuore che, nonostante le innumerevoli occasioni (terremoti e alluvioni  che si sono presentate, continua a stupire e emozionare.

Possono addebitare molti difetti a noi italiani ma in quanto a “buon cuore” e generosità siamo un esempio da seguire.

“Italiani Brava Gente”.

  

  

SOMMARIO Anno 15 – n° 32 14 agosto 2016 –

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RefettoRio: il “Parmigiano”a Rio nella mensa per i poveri e contro lo spreco alimentare

RefettoRio: il “Parmigiano”a Rio nella mensa per i poveri e contro lo spreco alimentare

Alessandro_Bezzi-CFPRDopo l’esperienza del Refettorio Ambrosiano ad Expo (struttura ancora oggi aperta), l’Ente di tutela a fianco di Massimo Bottura e Food for Soul. Grandi chef impegnati a preparare cibo per i poveri utilizzando le eccedenze prodotte dal villaggio olimpico.

Reggio Emilia, 10 agosto 2016 – Dopo il buon esito dell’esperienza vissuta all’Expo di Milano con il Refettorio Ambrosiano (un teatro alla periferia di Milano trasformato in mensa per i poveri), il Consorzio del Parmigiano Reggiano sosterrà il nuovo progetto solidaristico e culturale che lo chef Massimo Bottura (titolare di quell'”Osteria Francescana” definito il miglior ristorante del mondo) realizzerà a Rio in occasione delle Olimpiadi.

Grazie alla collaborazione tra “Food for Soul” (l’Associazione non-profit fondata dallo stesso Bottura per incoraggiare comunità e persone a combattere lo spreco alimentare) e Gastromotiva (organizzazione non-profit nata dallo chef David Hertz per promuovere integrazione sociale attraverso il cibo), il 9 agosto, infatti, ha aperto i battenti il “RefettoRio”, struttura nella quale saranno serviti pasti gratuiti ai più bisognosi durante l’intero periodo delle Olimpiadi e della Paralimpiadi, recuperando ed utilizzando le eccedenze prodotte dal villaggio olimpico.

“Sosteniamo questa iniziativa con una specifica donazione – sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Alessandro Bezzi – perchè condividiamo i valori etici e culturali che stanno alla base del progetto e ci auguriamo che si possa ripetere la positiva esperienza vissuta in occasione di Expo con il Refettorio Ambrosiano, che è ancora attivo per 5 giorni a settimana e, grazie alla Caritas, serve pasti ai senzatetto”.
“La forte connotazione solidaristica e la prossimità ai più bisognosi – spiega Bezzi – è la prima ragione della nostra adesione alle proposte di “Food for Soul” e al “RefettoRio” che sarà aperto in Rua da Lapa 108 a Rio, ma ad essa si unisce il valore di un’esperienza finalizzata a educare ad evitare gli sprechi, al rispetto profondo del cibo, della natura, dell’ambiente in cui si generano le risorse fondamentali per l’uomo e a mantenere sempre un rapporto sostenibile fra produzione e territorio”. “Un insieme di valori – aggiunge Bezzi – che connotano da oltre 900 anni il lavoro dei nostri produttori e la loro cultura, che si traduce in un prodotto straordinario che sarà sempre presente sulle tavole del “RefettoRio”.

A preparare i pasti a Rio, così come era accaduto a Milano, saranno alcuni dei più grandi chef del mondo (furono 65 in occasione di Expo), coinvolti da Massimo Bottura in un progetto – conclude il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano – “che promuove la dignità umana opponendosi anche allo spreco alimentare”.

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