Dati che restituiscono l’immagine di un evento ormai consolidato come piattaforma globale del vino, ma che, a ben vedere, raccontano molto di più. Raccontano di un ecosistema capace di generare valore diffuso, ben oltre i padiglioni fieristici.
Vinitaly, infatti, non è soltanto una manifestazione di settore: è un moltiplicatore economico. Durante i giorni della fiera, la città di Verona si trasforma in un crocevia internazionale dove si intrecciano business, turismo, cultura e relazioni. Strutture ricettive sature, ristoranti pieni, servizi di trasporto potenziati, indotto commerciale in forte crescita: ogni elemento contribuisce a generare un impatto economico immediato e tangibile. Ma l’effetto più rilevante è quello che si proietta nel tempo, nella costruzione di relazioni commerciali, nella firma di contratti, nell’apertura di nuovi mercati.
A beneficiarne non è soltanto la città, ma l’intera regione e, per estensione, il sistema Paese. Il vino diventa ambasciatore dell’Italia, veicolo di identità territoriale e strumento di diplomazia economica. Ogni buyer internazionale presente rappresenta una porta aperta verso nuovi flussi di esportazione, mentre ogni visitatore straniero porta con sé un’esperienza che si trasforma in racconto, in reputazione, in attrattività.
Non è un caso che il management di Vinitaly abbia scelto di investire con decisione nel comparto Vinitaly Tourism, riconoscendo formalmente ciò che già da tempo era evidente: l’enoturismo non è un fenomeno accessorio, ma un asset strategico. A confermare la centralità dell’enoturismo come leva economica e commerciale sono i dati del Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2026 di Wine Suite, presentato proprio nell’ambito di Vinitaly Tourism. Nel 2025 il prezzo medio di un’esperienza si attesta a 39,4 euro per persona, mentre il ticket medio per prenotazione raggiunge i 136,6 euro. Numeri che, letti in controluce, raccontano di una domanda disposta a investire in qualità, autenticità e relazione diretta con il produttore.
Ancora più significativo è il dato relativo alla provenienza dei visitatori: il 43,3% arriva dall’estero. È il segnale evidente di una crescente internazionalizzazione dell’esperienza enoturistica, che trasforma le cantine in destinazioni globali. Parallelamente, il numero medio di esperienze ed eventi proposti da una cantina sale a sette all’anno, a dimostrazione di un’offerta sempre più strutturata, capace di integrare degustazione, narrazione, ospitalità e territorio.
Ed è proprio qui che si coglie la dimensione più profonda del fenomeno. L’enoturismo non è soltanto consumo: è esperienza, è relazione, è memoria. È il turista che attraversa i filari, ascolta la storia di una famiglia, assaggia un vino e, in quel gesto, entra in contatto con un territorio. È un’economia che non si limita a vendere un prodotto, ma costruisce valore attorno a un’identità.
In questo senso, il turismo enogastronomico rappresenta una delle leve più potenti per lo sviluppo economico sostenibile dell’Italia. Un Paese che, per sua natura, è un mosaico di territori, tradizioni, saperi locali, trova proprio in questo modello una sintesi perfetta tra economia e cultura. Ogni bottiglia venduta direttamente in cantina, ogni esperienza acquistata, ogni visita prenotata genera ricadute che coinvolgono agricoltura, ospitalità, ristorazione, artigianato, trasporti e servizi.
Ma c’è di più. Il turismo enogastronomico ha la capacità di distribuire ricchezza anche nelle aree meno urbanizzate, contrastando lo spopolamento e valorizzando territori altrimenti marginali. È un’economia che cresce in modo diffuso, che non si concentra ma si espande, che non consuma ma rigenera.
Vinitaly, con i suoi numeri e con la sua evoluzione, dimostra che il vino italiano non è soltanto un’eccellenza produttiva, ma un vero e proprio sistema economico integrato. Un sistema che parla al mondo, che attrae, che connette. E che, soprattutto, racconta un’Italia capace di trasformare la propria identità in valore, la propria cultura in economia, la propria tradizione in futuro.




La Bussola d’Impresa – Mario Vacca
“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.
Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di “start-up”, M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.
Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.
Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell’innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.
La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.
La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati alla carità ed alla fratellanza anche attraverso club ed associazioni locali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”
Contatto Personale: mvacca@capri.it
Profilo Professionale: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/itemlist/user/981-la-bussola-soluzioni-d-impresa.html










































