Di Lamberto Colla Parma 28 giugno 2026 – Caldo, caldo, caldo soffocante. La prima notizia di ogni notiziario riguarda il caldo. Le temperature in evidenza sono quelle che saranno, non quelle attuali. E se non dovessero essere sufficientemente suggestive ecco che a venire a sostegno sono le temperature dell’asfalto che superano i 60 gradi.
Ma si sa, ad attrarre l’attenzione e a mettere in apprensione sono i decessi. Ed ecco che ben 55 morti sono morti in Francia per il caldo eccessivo, deceduti perché affogati nel tentativo di ripararsi dalla calura (?).
Ancor più emozionanti sono i bambini, e allora ecco che ben tre questa settimana, nella sfortunata Francia, sono morti soffocati in auto, due perché dimenticati dai genitori distratti, uno perché giocava a nascondersi.
Altri 255 decessi in Spagna per malattie pregresse aggravate dal calore.
Una narrazione che mi ricorda molto quella del Covi19, quando i quotidiani bollettini del 118 registravano i decessi da sars covid19. Solo per ricordare qualche caso, richiamiamo il caso della anziana signora modenese di 106 anni registrata tra le vittime covid o l’altra giovane con gravi problemi cardiaci e sofferente di obesità.
Ormai è stato accertato che, oltre alle vittime iniziali causate da inutili iper-ossigenazioni, molte delle successive furono registrate come morti da covid anche se il virus era una concausa collaterale a malattie gravi già presenti sull’organismo.
Insomma l’emergenza deve essere presente nella vita quotidiana di ciascuno di noi e, a forza di parlare di calore e di morti connesse, anche gli annegati fanno la loro parte, ci convinciamo che siamo a un passo dall’apocalisse. Anni fa quando non esistevano i condizionatori, gli esami di maturità si preparavano con 40 gradi e si discutevano ben vestiti e sudati sino a fine luglio e nonostante ciò a nessuno veniva in mente di sospendere le interrogazioni negli orari più caldi. Io ricordo che il mio orale venne sostenuto il 16 luglio alle 14,00.
Un tempo l’estate era la stagione del caldo, del divertimento e della spensieratezza, liberi dal lavoro e dagli studi, mentre oggi sembra essere diventato l’inferno in terra.
Tra guerre, caldo “affogante”, liberi dal lavoro perché manca e non perché è tempo di ferie, quella che era la stagione splendente, in tutti i sensi, sta diventando la stagione più opprimente.
Se ponete attenzione alla informazioni, noterete che sono più i dati previsionali, ossia la temperatura che verrà raggiunta, per cui qualsiasi valore è giustificato, e se poi non verrà raggiunta la massima preconizzata ecco che la suggestione farà comunque la sua parte e nessuno andrà a controllare se i 40 gradi sono stati raggiunti come promesso o se sono solo 36 i gradi registrati.
Tanto l’estate è di per sé una stagione calda soprattutto in Italia, dove a Bolzano, Firenze e Bologna si raggiungono livelli di temperatura maggiori dell’estremo sud in forza delle loro posizioni di protezione geologica.
Questi modelli previsionali ormai è accertato che sono completamente sbagliati, ma svolgono bene il loro compito allarmante.
Anche se ancora oscurati dai main stream la verità verrà, prima o poi a galla. Intanto vi proponiamo una anticipazione di due scienziati della Princeton University. William Happer, Professore Emerito di fisica presso la Princeton University, e Richard Lindzen, Professore Emerito di scienze atmosferiche presso il MIT (Klima e Scienza): «Il metodo di analisi non scientifico, che si basa sul consenso, sulla revisione tra pari, sull’opinione governativa, su modelli che non funzionano, sulla selezione selettiva dei dati e sull’omissione di ingenti dati contraddittori, è comunemente utilizzato in questi studi e dall’EPA nella Proposta di Regolamento.Tutti i modelli che prevedono un riscaldamento globale catastrofico falliscono il test chiave del metodo scientifico: sovrastimano grossolanamente il riscaldamento rispetto ai dati reali. Il metodo scientifico dimostra che non esiste alcun rischio che i combustibili fossili e l’anidride carbonica causino un riscaldamento catastrofico e condizioni meteorologiche estreme. I modelli climatici come quelli utilizzati dall’EPA sono stati costantemente sbagliati per decenni nel prevedere gli esiti reali. Per illustrare il suo punto, ha presentato all’EPA una tabella che mostra la differenza tra le previsioni di quei modelli e i dati osservati.»
Insomma ormai è certo che la scienza del clima ufficiale manipola i dati. Questa non è scienza, ma falsificazione dei dati. Un’attività tutt’altro che inusuale nell’ecosistema dell’IPCC.
Kevin Trenberth, uno degli ”architetti” del modello per il calcolo del contenuto termico degli oceani, scrisse in una e-mail del 2009 ormai tristemente nota, emersa con le rivelazioni del Climategate: ‘Il fatto è che non possiamo spiegare l’attuale mancanza di riscaldamento, ed è una farsa che non ci si riesca. I dati CERES pubblicati in agosto mostrano che dovrebbe esserci un riscaldamento ancora maggiore: ma i dati sono sicuramente errati’.
In sintesi, se i dati satellitari non concordano con i modelli, i satelliti sono considerati sbagliati, ma, se i dati satellitari vengono ”adattati” per concordare con i desiderata dell’IPCC detto accordo viene citato come ”conferma”. Quindi il sistema è manipolato fin dall’inizio.
Bene da oggi verremo confermati nel club dei “gomblottisti”.
Staremo a vedere! Ma attenzione al progetto di controllo sociale che avanza nonostante tutto.









(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila – Altre vignette da AI) –
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