Di Mario Boggini e Virgilio Milano, 29 settembre 2026 – Segnalazione del 11 settembre 2026 –
Vediamo cosa è successo da inizio anno prendendo in esame alcune materie prime:

Differenze sensibili sul mais, sui proteici, ad eccezione del panello di lino, perché la flessione nasconde un problema qualitativo di merce portuale che condiziona il mercato. Sui fibrosi differenze sensibili, tranne che sulle buccette. A dicembre ’25 il mercato risentiva di un corto di merce al porto; nel comparto semi è stabile il cotone mentre la differenza è sensibile sul seme di soya.
Tenendo conto che i consumi di mais e soya vanno per la maggiore, il rincaro dei prodotti finiti è importante.
Ora, sui cereali si avrà possibile chiarezza in più da ottobre ’26 e per i proteici invece sarà da aprile ‘27, mentre per i fibrosi la situazione potrebbe solo peggiorare.
Per i semi oleosi, citati prima, vedremo come arriveranno gli imminenti raccolti, anche se la soya dipende dal mercato estero mondiale.
Dietro questi aumenti ci sono più e più fattori oltre all’energia, alla logistica, al meteo, alla sanità del prodotto. Un mix di variabili che rafforza la teoria, di quando, in tempi neutri, si offrono acquisti a termine, conviene sempre prendere in esame con attenzione la situazione per acquistare solo il prodotto e non tutto il corollario: energia, logistica, meteo, sanità del prodotto, eventi geopolitici, scioperi, e quant’altro.
Tornando all’internazionale
… E IN ATTESA DELL’USDA… ancora suspence “Il ritorno della Cina sta assorbendo una quota importante dell’offerta. Pechino è sulla buona strada per assicurarsi circa 25 Milioni(M)di ton di soia USA entro la fine 2026, aggiungendo circa 13 Mt di domanda export rispetto a quella mancata nel 2025. Una resa americana semplicemente “buona”, quindi, potrebbe non essere sufficiente per deprimere significativamente il CBOT”
Da qui è probabile vedere il mercato salire ancora…
Indici 11 settembre 2026
L’indice dei noli b.d.y. è salito a 3.521 punti, il petrolio wti è salito a circa 102,50 $ al barile, il cambio €/$ gira a 1,16085 ore 09,12

(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.
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Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.
(Foto Antonio Nunno Puglia)

(Pastificio Andalini Spa)


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Intervista Boggini sulla situazione delle materie prime e delle conseguenze della Guerra in Ucraina:: https://www.ruminantia.it/ucraina-disponibilita-e-prezzi-delle-materie-prime-le-considerazioni-di-mario-boggini/
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Ruminantia – https://www.ruminantia.it/la-tempesta-perfetta-del-mercato-delle-materie-prime-cosa-emeglio-fare-2/
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