Di Mario Boggini e Virgilio Milano, 13 luglio 2026 – Segnalazione del 29 giugno 2026 –
I mercati, si sa, reagiscono a ogni soffio di vento e in particolare a ogni vento di guerra. E così pure, la sensibilità agli andamenti climatici nei due emisferi terrestri risultavano il principale indicatore delle future produzioni, sia in campo qualitativo, si in quello quantitativo.
Le questioni geopolitiche giocavano un ruolo importante ma comunque subalterno e quindi più marginale rispetto al tema climatico.
Ma oggi, a partire dalla Guerra in Ucraina e infine con il conflitto IRAN USA/Israele, i condizionamenti sono quotidiani, per una nave fantasma russa sequestrata, piuttosto per un’altra affondata in Hormuz, la guerra incide sui mercati con tale veemenza che, purtroppo, fa dimenticare le migliaia di vittime civili sepolte sotto le macerie.
La guerra, “quotidiana” è divenuta una “normalità”, al punto che anche “Morning Forex” parla di “Assuefazione del Mercato”:
*Alcuni analisti derubricano le incursioni americane e iraniane contro obiettivi militarci come semplici scaramucce che portano volatilità sul mercato, ma che non distolgono il focus dei due paesi dal voler “quanto meno” stabilizzare la situazione e ridurre ai minimi nuovi rischi di escalation. Il confine tra una
“tregua continuativa” e una “pace definitiva” è ampio e purtroppo ambizioso, ma il mercato sembra accontentarsi della de-escalation in atto. La continuazione della guerra di resistenza fiacca più la posizione della Casa Bianca in vista delle elezioni di Mid-Term di quanto ricada su Teheran, l’ipotesi di una guerra a tutto campo rimane la peggior scelta che entrambe le parti possano abbracciare.*
Da un lato le guerre mentre invece il clima influenza alcuni comparti commerciali, così scrive Pellati Informa:
“Il mercato europeo del mais sta inviando segnali sempre più evidenti di una possibile stretta dell’offerta
nella prossima campagna, con una conseguente necessità di aumentare le importazioni a partire dalla fine dell’estate. Gli agricoltori francesi temono che le rese del mais possano risultare inferiori del 10-15% rispetto alla norma; considerando anche la riduzione delle superfici seminate, la produzione
nazionale potrebbe diminuire fino al 30% rispetto ai livelli abituali. L’anno scorso la produzione è stata di 13,2 MMT.
Sebbene una parte del fabbisogno zootecnico possa essere soddisfatta incrementando l’impiego di frumento nelle razioni, il calo produttivo atteso lascerebbe comunque un deficit significativo nel bilancio comunitario, destinato a essere colmato attraverso maggiori acquisti dall’estero. In questo contesto, il raccolto di mais ucraino del 2026 assume un’importanza strategica crescente per l’Europa.”
Se da un lato il mercato si è abituato alle guerre, e chi le registra ora maggiormente sono i movimenti di rafforzamento del dollaro, oggi a 1,1408 dall’altro il clima estivo sta creando preoccupazioni su tutti i raccolti europei.
Porre attenzione quindi, non tanto al mercato a breve sostanzialmente fermo e in alcuni casi cedente per la troppa merce sul mercato, ma le sorprese arriveranno dai nuovi raccolti sia per sanità che per prezzo.
(immagine by Antonio Nunno – Parma)
Indici 29 giugno 2026
L’indice dei noli b.d.y. è stabile a 2.667 punti, il petrolio wti è a circa 73 $ al barile, il cambio €/$ gira a 1,13509 ore 10,46. Cioè, per acquistare un euro ad un cittadino USA occorrono ora solo 1,13509 dollari.

(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.
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Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.
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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.
(Foto Antonio Nunno Puglia)

(Pastificio Andalini Spa)


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Intervista Boggini sulla situazione delle materie prime e delle conseguenze della Guerra in Ucraina:: https://www.ruminantia.it/ucraina-disponibilita-e-prezzi-delle-materie-prime-le-considerazioni-di-mario-boggini/
Vi segnaliamo 3 link interessanti https://youtu.be/dwj32baom5A
YT – https://youtu.be/Gydsyq4BryM
Ruminantia – https://www.ruminantia.it/la-tempesta-perfetta-del-mercato-delle-materie-prime-cosa-emeglio-fare-2/
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