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Dove il vino diventa ritorno

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Irpinia, 21 aprile 2026 – Ci sono momenti in cui un pranzo smette di essere solo convivialità e diventa ascolto. È quello che è accaduto incontrando Milena Pepe, guida della Tenuta Cavalier Pepe, nel cuore dell’Irpinia.

Eravamo seduti a tavola, insieme ad Attilio e Rossana, in un contesto che già raccontava molto: piatti essenziali, legati al territorio, senza forzature. Ma il vero racconto è iniziato quando Milena ha cominciato a parlare. In queste terre succede spesso così: il cibo introduce, ma è la storia che resta.

La sua è una traiettoria non scontata. Cresciuta tra Belgio e Francia, torna a Sant’Angelo all’Esca per dare continuità al progetto avviato dal padre Angelo. Non è un semplice passaggio generazionale: è una scelta consapevole, maturata giovane, che implica adattamento e radicamento.

Questo emerge chiaramente nel suo modo di porsi. Non c’è distanza tecnica, né volontà di impressionare. Piuttosto, si avverte un legame concreto con la terra, con le sue regole e con i suoi limiti. L’Irpinia non è un territorio facile: clima rigido, suoli complessi, risultati mai scontati. Ma proprio da questa difficoltà nasce la qualità.

Terminato il pranzo, la visita in cantina diventa una naturale prosecuzione del racconto. Non una spiegazione formale, ma un percorso. Tra vigne e ambienti di lavorazione si coglie un principio semplice: accompagnare il vino, più che costruirlo.

Ogni fase – dalla raccolta alla vinificazione – è trattata con attenzione misurata, senza eccessi. Si lavora per mantenere coerenza tra uva e risultato finale, evitando di sovrapporre la mano dell’uomo alla voce del territorio.

La tenuta si presenta così per quello che è: un organismo articolato, dove produzione e accoglienza convivono senza separarsi. L’ospitalità non è un’aggiunta, ma parte del progetto.

Mi soffermo su due vini in particolare: il Fiano di Avellino Brancato e il Greco di Tufo Grancare. Non è una scelta tecnica, ma personale.

Il Fiano, per me, ha anche un valore che va oltre il vino: richiama il nome di un amico a cui sono profondamente legato. Questo inevitabilmente cambia il modo di avvicinarsi al calice.

Quello prodotto qui si distingue per equilibrio e profondità. Non cerca di colpire subito, ma si apre lentamente, lasciando spazio a profumi fini e a una mineralità discreta.

Il Greco segue una linea diversa: più diretto, più verticale, con una struttura che si impone senza risultare eccessiva. Due interpretazioni diverse, ma entrambe coerenti.

Con Attilio, però, condivido da tempo anche una passione per il Taurasi. E con “La Loggia del Cavaliere” si raggiunge un livello che merita attenzione: un vino che unisce struttura e capacità di evolvere, senza perdere identità.

In questo contesto si coglie una differenza importante rispetto a molte produzioni più grandi. Lì spesso si ricerca la riconoscibilità immediata, qui invece si accetta la variabilità. I vini cambiano, si adattano, riflettono l’annata. Non inseguono uno standard: raccontano.

Alla fine, ciò che rimane non è solo il ricordo dei vini o della visita. È la sensazione di coerenza.

Milena ha portato competenze e visione internazionale, ma ha scelto di misurarsi fino in fondo con questo territorio. Senza semplificarlo.

Restare qui significa accettarne le difficoltà e i tempi, lavorare senza scorciatoie. È una scelta che si riflette in ogni dettaglio.

Quando si lascia la tenuta, la percezione è quella di aver condiviso qualcosa di autentico. Anche grazie alla presenza di Attilio e Rossana, compagni di un’esperienza che è stata, prima di tutto, umana.

Un progetto familiare che ha trovato una propria direzione.

Un ritorno che è diventato costruzione.

Un territorio raccontato senza bisogno di enfatizzarlo.

E, soprattutto, una visione portata avanti con misura.

Perché, alla fine, un vino resta davvero quando riesce a trasmettere questo: non solo tecnica o origine, ma il modo in cui qualcuno ha scelto di interpretarle.

La Bussola d’Impresa – Mario Vacca

“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.

Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.

Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.

Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di “start-up”, M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.

Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti. 

Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.

Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell’innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.

La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a  scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.

La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati  alla carità ed alla fratellanza anche attraverso  club ed associazioni locali. 

Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.

Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”

Contatto Personale: mvacca@capri.it

Profilo Professionale: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/itemlist/user/981-la-bussola-soluzioni-d-impresa.html

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