Guerra o Guerra. La Pace può attendere?

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Di Lamberto Colla Parma, 30 novembre 2025.  Per Kaja Kallas, l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione von der Leyen II ed ex primo ministro Estone, la Federazione Russa dovrebbe accogliere le condizioni di tregua che la vedrebbero attore soccombente, consentendo quindi alla Ucraina di riarmarsi e riorganizzarsi.

Il ben noto “Alt Martus” dei giochi da cortile dei bambini, formula con la quale si interrompeva il confronto e lo si congelava a quel momento, potrebbe entrare nel lessico pacificatore di Kaja “Dolores” Kallas.

La giovane e romantica politica estone, prestata al gioco dei grandi, sarebbe opportuno che si svegliasse e sono ben più buono e educato di Marco Travaglio che l’ha etichettata come “deficiente”, termine edulcorato con la sua più aulica traduzione, di “deficienza cognitiva”.

Non credo che di Lei abbia migliori considerazioni il rappresentante di Donald Trump che a quanto pare non la vuol nemmeno vedere in corridoio. Il segretario di Stato, Marco Rubio, a rivelarlo è il Politico, a dispetto degli sforzi di dialogo consumatisi negli incontri di Ginevra, ha snobbato la richiesta di un incontro bilaterale con Kaja Kallas, nonostante egli sia indubbiamente il politico della amministrazione Trump più filo europeo.

Insomma, il piano in 28 punti proposta da Donald Trump non piace agli sconfitti e allora non resta che convincere il cerbero Putin a credere di aver perduto la guerra e di ritirarsi, magari pagando anche tutti i danni come è consuetudine degli sconfitti, come Germania (meno) e l’Italia hanno fatto dopo la fine della seconda guerra mondiale.

E allora ecco che i volonterosi europei hanno leggermente modificato la proposta d’accordo di pace togliendo una decina di punti, proprio quelli che più interessavano al perdente Putin, costringendolo così a spendere ancora in missili e droni sino a quando si esauriranno tutte le risorse economiche, belliche e elettrodomestiche obbligando così lo Zar ad ammettere, finalmente, la sconfitta.

Nel testo che ha ottenuto il via libera della Plenaria di Strasburgo si legge che “la Russia dimostra costantemente di non avere alcun interesse a conseguire la pace e continua ad attaccare i civili e le infrastrutture in Ucraina”. Per questo, la posizione assunta dall’amministrazione Trump, per i gruppi che rappresentano l’emiciclo, non è né efficace né rispettosa del diritto internazionale. E ribadiscono invece che “una strategia europea per la pace in Ucraina deve fondarsi sul diritto internazionale, rafforzare la sicurezza europea, preservare e ripristinare la sovranità e l’integrità territoriale ucraina ed essere accettabile per l’Ucraina e il suo popolo, nonché fungere da base per qualsiasi altro negoziato diplomatico. La pace non può essere raggiunta cedendo all’aggressore, bensì fornendo un sostegno risoluto e costante all’Ucraina e dissuadendo in maniera adeguata la Russia dal ripetere tale aggressione in futuro”.

Ma si sa, aggrappandosi alla Divina Provvidenza tutto potrà accadere, anche l’impossibile.

Ad oggi, sui 2.500 km di linea di fronte, le armate della Federazione Russa avanzano con sempre minore difficoltà e, man mano, che le trattative procedono zoppicando, secondo il Piano Kallas (Nomen Omen alla pari di Rutte), l’armata russa conquista territori e spengono, qua e là centrali elettriche e altre infrastrutture energetiche ucraine, giusto per ricordare che i loro tiratori hanno ancora un po’ di mira e soprattutto un’inesauribile deposito di lavatrici e altri sofisticati elettrodomestici dai quali ricavare i microchip utili a teleguidare i suoi missili.

L’elemento che non si intende comprendere e accettare è la realtà sul campo che, così procedendo, non contempla alternativa alla guerra totale. Il Wall Street Journal ha svelato un interessante documento – intitolato OPLAN DEU – che circola tra i caporioni militari tedeschi e che prevede 800mila soldati da schierare in posizione di guerra avanzata con la Russia.

Proviamo a immaginare un generale moscovita che legga queste 1.200 pagine da incubo. Minimo minimo gli torna in mente un terribile e sinistro  déjà-vu storico, non potendolo vedere come un banale esercizio di pianificazione NATO, bensì come l’ennesimo segnale che, dietro frasi di circostanza, l’Occidente si è sottomesso alle pulsioni germaniche che ancora potrebbe coltivare la tentazione di spostare eserciti verso est. Dopo avere studiato quanto nel 1941 l’attacco fosse proditorio, vedrebbe in OPLAN DEU lo spettro della stessa logica d’accerchiamento, mascherata oggi da “deterrenza”, ieri da “prevenzione”.

Il finale sarebbe il medesimo, truppe corazzate e ora anche missili che procedono e puntano a Mosca.

D’altronde, la mitica prof. di storia Kaja Kallas ha ricordato che “nessuno ha attaccato la Russia negli ultimi 100 anni”, e che quindi, per logica, l’URSS avrebbe attaccato la Germania nazista; ora attendiamo la rivisitazione storica dell’Operazione Barbarossa come un buffet di benvenuto.

Infatti, alla rievocazione storica dello sbarco in Normandia, nessuno si è ricordato di invitare qualche rappresentante del popolo russo che lasciò sul campo della II guerra mondiale ben 24 milioni di soldati e liberò la maggior parte dei campi di concentramento, anche se la cinematografia cerca di far passare gli americani come i liberatori, di Aushwitz compreso.

La conclusione la lascio a Carlo Rovelli:

La Russia è davvero aggressiva. L’Europa deve essere preoccupata! La Russia è così aggressiva che quando la Francia l’ha invasa, i russi hanno bruciato Mosca e cacciato via i francesi. La Russia è così aggressiva che quando la Germania l’ha invasa, i russi hanno difeso Stalingrado così furiosamente che la Germania ha finito per perdere la guerra. E ora la Russia è talmente aggressiva che sta sconfiggendo i sogni occidentali di riempire l’Ucraina di missili nucleari puntando a Mosca. Sono sempre così aggressivi questi russi! Perché sono così cattivi da interferire con il desiderio dell’Occidente di avere un potere totale incontrollato e abbatterli? Sarà sicuramente perché il loro leader è pazzo.

(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.

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