Di Lamberto Colla Parma 3 maggio 2026 – Se non fosse che “Per Grazia Ricevuta” ha raccolto il maggior incasso del 1971, la trama che si è costruita attorno al caso Mattarella, Minetti, Nordio avrebbe tutti i requisiti per collocarsi come miglior commedia del primo semestre 2026, seppure stia guadagnando posizioni l’altro cine panettone primaverile “Le mirabolanti avventure della Fottilla”.

Fa specie che da ogni fonte informativa la presunta colpa venga assegnata al ministro Carlo Nordio, quando la Grazia è stata assegnata lo scorso 18 febbraio dallo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come ultimo atto di una sequenza ben chiara. Dai PM alla Procura Generale di Milano, quindi al Ministero di Grazia e Giustizia e infine al Quirinale.
Ma a fare scalpore è il passaggio su Nordio, sul quale crescono anche indiscrezioni giornalistiche che lo avrebbero visto in Uruguay, ospite nel ranch di Cipriani (compagno di Nicole Minetti). Una notizia smentita in diretta dallo stesso Nordio nella trasmissione “E’ sempre Carta Bianca” in occasione della ospitata del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, mentre stava anticipando le indiscrezioni che sarebbero uscite nel servizio della prossima puntata.
Ma si sa, una indiscrezione, in questo benedetto Paese, diventa all’istante una certezza e a volte una condanna, anni prima del rinvio a giudizio, che sarebbe (vorrei vedere come?) una garanzia per colui che è indagato ma dal popolo percepito come “condanna”..
Staremo quindi tutti attaccati alla TV a seguire il prossimo episodio di “Report” per vedere sino a dove potrà spingersi l’inchiesta di Report.
Se devo essere sincero, però, a stupire è il comportamento del Quirinale che con una nota ha, in pratica, chiesto al Ministro di Giustizia di verificare se avesse trasmesso dati incompleti o errati.

LETTERA DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
L’ufficio stampa del Quirinale comunica che la Presidenza della Repubblica ha inviato, in data odierna, la seguente lettera al Ministero della Giustizia: «In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa.»
Roma, 27/04/2026 (II mandato)
Personalmente ritengo che non valgono le giustificazioni che il Quirinale si è affidato alla documentazione trasmessa dal Ministero, perché è tutta una catena autorevole che dovrebbe confezionare la pratica di una qualsiasi domanda di “grazia” ma alla fine spetta solo ed esclusivamente al Presidente della Repubblica decidere e firmare. Appare anche chiaro che il nome di Nicole Minetti avrebbe dovuto sollecitare, quantomeno per prudenza, una verifica particolarmente approfondita.
E’ infatti chiaro che spetta solo ed esclusivamente al Presidente della Repubblica concedere la “Grazia” e su questo la storia è esaustiva sin dallo stesso secondo mandato di Sergio Mattarella.
Infatti sono state 1.500 le richieste di Grazia e solo 27 sono state accordate dal presidente Mattarella.
Ciò vuol dire che gli strumenti e il team per accertare i fatti anche da parte del Quirinale esistono.
Se poi volessimo ripercorrere la cronaca di un qualche lustro addietro possiamo retrocedere alla Presidenza Ciampi.
Era il 2006 quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il Ministro della Giustizia Roberto Castelli si scontravano su chi avesse l’ultima parola nella concessione della grazia. Il Il Presidente Ciampi voleva infatti concedere la grazia a Ovidio Bompressi, militante di Lotta Continua condannato a 22 anni di reclusione per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, mentre Castelli vi si opponeva fermamente.
A dirimere la lite intervenne la Corte Costituzionale, che con sentenza n. 200/2006 stabilì definitivamente che:
– Il Presidente della Repubblica non è obbligato a concedere o a negare la grazia sulla base della proposta o del rifiuto del Ministro della Giustizia
– Sebbene il Ministro della Giustizia faccia parte del procedimento, il suo ruolo è quello del mero suggeritore
https://www.quirinale.it/it/pagine/indicazioni-sentenza-200-2006-conseguenti-iniziative.
Ciampi quindi agì in perfetta e legittima sua autonomia e la grazia venne concessa.
In conclusione, a quanto pare, il vizio dello “scaricabarile” è diffuso più di quanto si possa immaginare, soprattutto se la “preda” sacrificale è “Meloni & Company”.

(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.) – Foto Minetti da Profilo Facebook.






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